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E' solo satira - Paralipomeni della batracomiomachia - Le intercettazioni supersegrete dall'interno della scatola cranica di Fioroni

Rifacciamo la Dc… Rifacciamo la Dc… Rifacciamo la Dc…

di Miyamoto Musashi

Viterbo - Giuseppe Fioroni

Viterbo – Giuseppe Fioroni in pubblici in atteggiamento ecumenico

Giuseppe Fioroni

Giuseppe Fioroni a casa non si trattiene

fioroniAndreotti.DEF

Matteo Renzi boy scout

Matteo Renzi boyscout

Viterbo – Esclusiva. Le intercettazioni supersegrete dall’interno della scatola cranica di Fioroni, dove di solito c’è il cervello.


 – “Rifacciamo la Dc… Rifacciamo la Dc… Rifacciamo la Dc…” mumble, mumble, mumble, mumble. Fioroni torna a casa e gongola. Si frega le mani, sghignazza silenziosamente, ma non riesce a trattenersi… E gongola, ma fa finta di essere appena appena soddisfatto quando parla in pubblico.

Quando torna a casa, e nessuno lo sente, borbotta. Straparla del ritorno della Dc. A bassa voce, mormora, anzi canticchia: “Rifacciamo la Dc… Rifacciamo la Dc… Rifacciamo la Dc…”. Mormora, perché non si sa mai: qualche spione potrebbe sentire.

Il risultato dell’elezione del segretario provinciale Egidi della Dc, scusate del Pd, lo ha esaltato. “La scuola andreottiana non è acqua…”, continua a ripetersi. “Altro che il gioco del Dalemone… noi puntiamo al cuore della politica. E questi volevano battere un democristiano andreottiano in fatto di tessere? Dilettanti. Questa volta questi maledetti nanetti rossi li abbiamo fatti fuori. Quelli che non abbiamo fatto fuori li abbiamo sbiancati. Aoh…”.

Fioroni è sdraiato sul suo divano in salotto straguarda la televisione e si racconta a bassa voce la sua vittoria. A bassa voce, perché “qualcuno può sempre origliare”.

“Li abbiamo strapazzati. Li abbiamo fatti fuori. Li abbiamo frastornati. Li abbiamo nullificati. Crocifissi – bofonchia -. E poi questi non capiscono la Politica. Quella con la “P” maiuscola. Il gioco era facile questa volta, ma questi non capiscono. So’ dilettanti. So’ ragazzi. So’ nanetti rossi. Un po’ ripugnanti. E so’ pure un po’ stronzi… ma che voi fa’? Il gioco era questo, ora lo spiego altrimenti questi non capiranno mai: prendi il capo della fazione avversaria, lo sbianchi, lo fai figura’ come capocordata. Gli fai leggermente nota’ che, sì, lui è stato eletto, ma che i voti sono tuoi e lo aizzi contro i suoi ex amici. Vabbè loro si chiamano “compagni”. Io li chiamo i “compagnucci della parrocchietta”. E a quel punto il gioco è fatto: hai vinto con la forza degli altri…”. E giù a sghignazzare. Selvaggiamente. Sotto voce, però. Perché ci può essere chi origlia.

Insomma la battaglia contro i kommunisti di Fioroni continua. Per ora ha fatto prigionieri, ma in futuro chissà. Fioroni sogna. Immagina. Spera. E si domanda: “Chissà dove è finito… come si chiama quello? Sì quello che faceva il ferroviere? Mi scordo sempre come si chiama…”. Una voce interna ma nascosta suggerisce: “Sposetti!”. 

“Ha sì, hai ragione! Sposetti”, Fioroni ultimamente ha iniziato anche a parlare da solo. Anzi fa dei veri propri dibattiti.

“Ecco: e Sposetti, chissà che pensa? Gli abbiamo sequestrato anche uno dei pupilli. Lo stamo a tratta’ e sta a diventa’ d-e-m-o-c-r-i-s-t-i-a-n-o. Aoh… io ‘na cosa così gustosa non la vivevo da quando da moroteo so’ diventato andreottiano. Quando si dice la creatività in politica. E chi se lo aspettava? Una mossa che anche io devo ancora capi’. Ma insomma poi so’ diventato sindaco, deputato, ministro… Ce sarà stato un motivo de tanta piroetta”.

Fioroni, se sfrucuglia il naso, e pensa, riflette. O pensa di pensare e crede di riflettere. Tenta di capire cosa gli passa per il cervello. E poi: “Ho un’idea! A questi li azzero. Li annullo. Li disintegro. Ecco la prima mossa: da andreottiano divento doroteo. Li convoco tutti ar convento de Santa Dorotea e li fo diventa’ tutti dorotei. Così imparano a esse’ d-e-m-o-c-r-i-s-t-i-a-n-i. Perché questi so’ tutti kommunisti. C’è perfino chi arriva dalla Base de Marcora, da Forze nuove di Donat Cattin. Gente che ha letto don Milani… dico d-o-n M-i-l-a-n-i. Pe’ capisse… Devono diventa’ tutti d-e-m-o-c-r-i-s-t-i-a-n-i. Parola de boyscout… E ho detto tutto”.

La voce interna: “Ma tu non eri contro Renzi? Non te ricordi, volevi pure fa’ chiude un giornale locale che l’appoggiava”.

Fioroni guarda nel vuoto con lo sguardo stupito: “Ma chi cazz… è che me contraddice? Chi se permette?”. Ma in due tre minuiti capisce e ridacchia: “So proprio scemo. Solo io posso farmi obiezioni… E poi chi l’immaginava che Matteo nostro era più democristiano de me? Che diceva de vole’ rottama’, ma pensava solo agli sporchi kommunisti. Me lo poteva di’ subito che voleva rifa’ la Dc. Bastava dillo chiaro: “Rottamamo li kommunisti, chi vo’ rimane’ lo sbiancamo. Se’ inventamo tre slide e tre slogan. E rifamo la Dc”. Io appena l’ho capito, glielo ho detto a Matteo: “Rivolevi fa la Dc? E dillo subito, te damo ‘na mano”. E qui li famo “morì tutti democristiani”, parola de boyscout. Tra boyscout ce se capisce ar volo…”.

E tutti vissero felici e contenti… Almeno fino alle prossime elezioni.

Miyamoto Musashi


Ps. A mo’ di ammonimento una citazione sovversiva

Cessate di fare il male,
imparate a fare il bene,
cercate la giustizia,
soccorrete l’oppresso,
rendete giustizia all’orfano,
difendete la causa della vedova…

Isaia 1, 16-17

23 ottobre, 2017

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