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Tribunale - Rimesso in libertà dopo tre mesi l'agricoltore 57enne di Acquapendente agli arresti dal 6 luglio - E' accusato di lesioni gravissime

Spara una fucilata al figliastro, revocati i domiciliari al patrigno

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Viterbo - Tribunale

Viterbo – Tribunale

 

L'avvocato Vincenzo Dionisi

L’avvocato Vincenzo Dionisi

Acquapendente – (sil.co) – Spara una fucilata al figliastro, revocati gli arresti domiciliari al patrigno 57enne che lo scorso 6 luglio ha colpito alle gambe con una rosa di pallini il figlio 22enne della compagna al culmine di un litigio in un casolare alle porte di Acquapendente. 

Nel frattempo sono trascorsi tre mesi e l’uomo, difeso dall’avvocato Vincenzo Dionisi, si è mosso, dando vita ad indagini difensive per dimostrare che già in passato il giovane aveva dato più volte in escandescenze minacciando sia lui, sia la madre, mettendo in atto comportamenti che avevano reso impossibile alla famiglia vivere una normale routine quotidiana. 

“Ho sparato per difendermi”, così il 57enne aveva risposto durante l’interrogatorio di convalida alle domande del giudice per le indagini preliminari Savina Poli, che ha confermato i domiciliari all’uomo, accusato di lesioni personali aggravate.

Stando alla ricostruzione degli inquirenti, nel primo pomeriggio del 6 luglio, subito dopo pranzo, nella casa di campagna del 57enne, tra l’uomo e il figlio della compagna sarebbe esplosa una lite per futili motivi. Il giovane sarebbe andato subito in escandescenze, lanciando in aria alcune sedie. Avrebbe poi impugnato un bastone e, sceso in cortile, si sarebbe scaraventato contro l’auto del patrigno, rompendo il lunotto posteriore.

L’agricoltore sarebbe così andato in camera. Avrebbe estratto dall’armadio un fucile da caccia calibro 12 e da una finestra avrebbe esploso un colpo, ferendo il 22enne alle gambe. “Era l’unica cosa che potevo fare – ha detto l’arrestato al gip – dovevo fermarlo, sennò chissà come sarebbe andata a finire. Non volevo ucciderlo, altrimenti non avrei sparato in basso. Volevo soltanto difendermi”.

Sarebbe stato lo stesso 57enne a chiamare medici e carabinieri. I militari di Acquapendente, Grotte di Castro e del nucleo operativo di Montefiascone hanno arrestato l’uomo, su disposizione della pm Paola Conti. I sanitari del 118, invece, hanno trasportato il 22enne all’ospedale Belcolle di Viterbo, dove è stato ricoverato per “ferite multiple e circolari da fucile a pallini, sulla coscia destra e sinistra. E per una ferita circolare sul fianco destro”.

“E’ un ragazzo problematico – torna a dire il difensore dell’agricoltore – già in passato era stato aggressivo nei confronti della madre e del patrigno. Ma stavolta è andato oltre, dimostrando di essere socialmente pericoloso.
Il mio assistito è cardiopatico. Ha già avuto un infarto, e giovedì ha rischiato grosso. Avrebbe potuto avere un attacco cardiaco. Si è solo difeso, dopo che il ragazzo gli si è scagliato contro, aggredendolo con un bastone e un coltello”.


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3 ottobre, 2017

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