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Viterbo - E' anche il nuovo direttore della Criminalpol

Il prefetto D’Angelo nominato vicecapo della polizia

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Il prefetto Nicolò D'Angelo

Il prefetto Nicolò D’Angelo

Viterbo – E’ ufficiale.

Il prefetto di Viterbo Nicolò d’Angelo è stato nominato vicecapo della polizia e direttore della Criminalpol. La nomina è avvenuta nell’ambito di un movimento di prefetti disposto dal Consiglio dei ministri. D’Angelo, che si dice “onorato della scelta”, prende il posto di Antonino Cufalo.

L’indiscrezione, che circolava da più di un mese, è stata ufficializzata nel pomeriggio. D’Angelo dovrebbe lasciare Viterbo il 20 novembre. “Sono onorato della scelta del Consiglio dei ministri”, dice il neo vicecapo della polizia.

Quello di D’Angelo è un curriculum di tutto rispetto. Nominato prefetto di Viterbo durante il consiglio dei ministri del 17 febbraio scorso, si è insediato il primo marzo. Già allora, in molti, lo davano “di passaggio” nella città dei Papi. Una voce che potrebbe confermare l’indiscrezione che lo vuole prossimo vicecapo della polizia e direttore della polizia criminale.

Nato a Trapani 63 anni fa, D’Angelo inizia la sua carriera nel 1972 frequentando l’accademia dell’allora corpo delle guardie di pubblica sicurezza. Alla questura di Torino il suo primo incarico, nel 1976. L’anno successivo viene trasferito nella capitale, dove dirige diversi commissariati di polizia, l’antiterrorismo e la squadra mobile della questura di Roma. Incarichi importanti e delicati.

A Roma ha diretto anche la sezione antirapine, quella omicidi e la sezione criminalità organizzata. Per poi assumere la direzione dell’intera struttura operativa della capitale dove, dal 1997 al 2003, è stato capo della squadra mobile. Questi sono stati gli anni in cui la cronaca nazionale ha registrato, a Roma, vari successi contro la criminalità organizzata e non.

D’Angelo ha diretto, tra le altre, le operazioni contro la Banda della Magliana, facendo arrestare tutti i suoi componenti. Poi ha permesso il recupero di varie opere d’arte di inestimabile valore, tra le quali le tele di Paul Cezanne e Vincent Van Gogh. E’ riuscito a risolvere anche i sequestri di Belardinelli e Caponeri, e a far arrestare i presunti responsabili dell’omicidio della studentessa Marta Russo. Dopo lunghi ed estenuanti mesi di indagine.

Promosso dirigente superiore nel 2003, ha ricoperto l’incarico di questore di Ascoli Piceno fino al 2006. Poi di Latina, fino a settembre 2011. Dirigente generale dal dicembre 2011, è stato questore di Perugia fino a gennaio 2014. Ritorna poi a Roma, presso il ministero dell’Interno, e rimane alla segreteria del dipartimento di polizia fino ad ottobre, quando viene nominato questore della capitale.

Il primo marzo 2017 è stato nominato 31esimo prefetto di Viterbo.


Il comunicato della prefettura

Il prefetto Nicolò D’Angelo nuovo vicedirettore generale della pubblica sicurezza e direttore centrale della polizia criminale.

Il prefetto Nicolò Marcello D’Angelo, nato a Trapani nel 1954, è stato nominato dal consiglio dei ministri odierno vicecapo della polizia. Prenderà servizio a Roma il prossimo 20 novembre.

Dopo una significativa esperienza da prefetto in sede a Viterbo, dove tutti lo hanno potuto apprezzare per l’acume e la concretezza con cui ha trattato le problematiche locali, corona la sua lunga carriera nel ministero dell’Interno tornando al dipartimento della pubblica sicurezza come vicecapo della polizia di stato e direttore centrale della polizia criminale, dove potrà far emergere le sue doti di acuto investigatore e uomo delle istituzioni. La sua Roma lo aspetta.

Viterbo lo saluta con affetto e simpatia. Il territorio ha apprezzato la sua vicinanza agli amministratori locali, il garbo e la fermezza nel trattare complesse problematiche connesse alla sicurezza e alla accoglienza dei migranti.

Nei pochi mesi trascorsi in provincia ha visitato i comuni della provincia e incontrato i rappresentanti delle diverse realtà economiche e sociali. I ragazzi dei licei e degli istituti superiori della provincia lo hanno incontrato più volte e hanno imparato molto dal suo agire. Anche il personale della prefettura e delle forze di polizia, che ha potuto apprezzare il suo lavoro da vicino, lo saluta a malincuore ma con grande affetto.


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2 novembre, 2017

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