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Faleria - Erano stipate su un camion diretto in Francia - Nei guai per ricettazione due settantenni

Maxisequestro di opere d’arte per oltre mezzo milione di euro

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Felice Boselli - Natura morta con melagrane, zucche, fichi e fiori

Un dipinto di Felice Boselli – Natura morta con melagrane, zucche, fichi e fiori

 

Angelo di Silvio

L’avvocato Angelo di Silvio – Assiste uno degli indagati 

 

Sassoferrato - Vergine Maria esposta alla National Gallery di Londra

Un dipinto di Sassoferrato – Vergine Maria esposta alla National Gallery di Londra

Faleria – (sil.co.) – Colpo grosso dei carabinieri di Faleria che, effettuando un maxisequestro, potrebbero avere sollevato il velo su un traffico internazionale di opere d’arte. 

Tra le opere stipate su un camion fermato per un controllo anche un pregiato dipinto del pittore piacentino del periodo tardo barocco Felice Boselli, noto soprattutto per le sue nature morte. Ma soprattutto un’opera del Sassoferrato, pittore del ‘600 il cui vero nome è Giovanni Battista Salvi. 

Il maxisequestro risale al 17 settembre quando una pattuglia di carabinieri della stazione di Faleria ha intercettato un camion sospetto. Sul mezzo una coppia di abruzzesi, due uomini di 70 e 77 anni, che sulle prime avrebbero detto di essere diretti a una galleria di Milano.

Smentiti dai documenti di viaggio, e non sapendo spiegare il perché del passaggio da Faleria, avrebbero detto di venire da Roma e di essere stati incaricati di portare la merce in Francia da un mercante d’arte della capitale.

Il prezioso carico, tra cui spiccano dipinti del 600-700, per un valore complessivo attorno al mezzo milione di euro, avrebbe dovuto essere venduto all’asta a Parigi. 

Esportazione irregolare di beni di interesse storico-artistico all’estero, per i carabinieri, che hanno disposto il sequestro delle opere d’arte, denunciando la coppia a piede libero per ricettazione in concorso.

Le opere d’arte, nel frattempo, sono state sequestrate e dissequestrate due volte su richiesta del difensore Angelo Di Silvio, che assiste uno dei due indagati. 

Il 12 ottobre è stata accolta dal riesame la prima istanza del difensore, ma le opere sono rimaste sotto sequestro per essere periziate da esperti d’arte che avrebbero dovuto stabilire se fossero o meno di provenienza illecita.

Pochi giorni fa è stata invece accolta la seconda istanza di dissequestro, presentata martedì 24 ottobre da Di Silvio, per il quale i beni sarebbero stati regolarmente acquistati a Maastricht.

Tutti restituiti agli indagati, ad eccezione di due dipinti, segnalati dalla soprintendenza per i beni culturali, tra i quali l’opera del Sassoferrato. Gli inquirenti si sono insospettiti scoprendo che per entrambi, in passato, ci sarebbe già stato un tentativo di vendita all’asta a Monaco di Baviera.

Si tratta di due dipinti olio su tela settecenteschi del valore complessivo attorno ai 120mila euro: uno è un ovale raffigurante una Madonna con bambino, per l’appunto di Giovanni Battista Salvi; mentre l’altro, della stessa epoca, raffigura un macellaio. Presso la stessa casa d’aste, inoltre, sarebbero stati commercializzati, secondo i documenti, altri due dipinti, del valore di 700-800mila euro, dei quali non si avrebbero, al momento, ulteriori notizie.

Gli accertamenti per verificare la provenienza delle due opere e ritrovare i due dipinti “smarriti” proseguono. 


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2 novembre, 2017

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