Viterbo – (sil.co.) – Tradita dagli occhi di ghiaccio. Si tratta di una trentenne viterbese d’origine polacca sorpresa il 4 maggio 2013 da due vigilesse della polizia municipale di Viterbo in pieno centro a bordo di un’auto rubata, ma identificata solo qualche giorno dopo grazie all’azzurro unico dei suoi occhi. E’ sotto processo per ricettazione.
Era un sabato quando le vigilesse l’hanno sorpresa mentre percorreva contromano una traversa del quartiere di Sant’Agostino, per poi scappare a folle velocità verso pratogiardino e percorrere contromano anche via Newman, bloccata per pochi istanti solo dal semaforo rosso di via di Prato Giardino.
Incollate sempre dietro le due poliziotte che, invitandola ad accostare, fanno appena in tempo ad intercettare lo sguardo della conducente, prima che la donna, scattato il verde, si desse alla fuga verso viale Bruno Buozzi, facendo definitivamente perdere le sua tracce sulla Tangenziale Ovest. “Aveva degli occhi azzurri, di un azzurro color vetro”, diranno successivamente.
E’ il particolare che pochi giorni dopo incastrerà la fuggitiva, insieme al fatto che viaggiava a bordo di una Daewoo Matiz risultata rubata.
La donna è così finita sotto processo per ricettazione davanti al giudice Giacomo Autizi. Nonostante nell’immediato sia riuscita a sottrarsi all’identificazione, infatti, la segnalazione della vettura e della targa a tutte le forze dell’ordine ha trovato riscontro a Tuscania, dove i carabinieri si sono accorti che la vettura era oggetto di una denuncia per furto.
I militari hanno quindi inviato alla municipale di Viterbo alcune foto della sospettata, tratte dal suo profilo Facebook, in compagnia di altre persone, chiedendo se tra loro ci fosse la persona sfuggita all’inseguimento.
“Non abbiamo avuto alcun dubbio, era lei, la donna dagli occhi azzurri, di un azzurro color vetro, che avevano colpito sia me, sia la mia collega. Un colore unico, occhi davvero particolari. Li avevamo già notati mentre veniva verso di noi contromano, poi al semaforo”, ha detto al giudice una delle due agenti, sentita oggi come testimone.
Per il difensore dell’imputata, avvocato Paolo Delle Monache, troppo poco gli “occhi color vetro” per parlare di identificazione. Per saperne di più dovrà essere sentito anche il comandante dei carabinieri della stazione di Tuscania. Per risolvere il giallo, o meglio l’azzurro, l’udienza è stata quindi rinviata al prossimo 15 gennaio quando, per maggiori ragguagli, sarà sentito anche il militare. Poi la sentenza.
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