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Botte da orbi in superstrada - Si dice vittima di un'aggressione premeditata, il camionista finito sotto processo per rissa dopo una lite in un'area di servizio

“Un agguato, mentre tornavo dalla manifestazione dei Forconi”

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Viterbo - Tribunale

Viterbo – Tribunale

Viterbo – Botte da orbi in superstrada: “E’ stato un agguato, mentre tornavo dalla manifestazione del movimento dei Forconi”. 

Sarebbe stato inseguito da Orte, dove si era recato col suo tir da Soriano nel Cimino per prendere parte alla protesta, fino alla piazzola di sosta sulla superstrada, nel territorio di Bassano in Teverina, dove sarebbe poi scoppiata la rissa per cui sono finiti davanti al giudice Silvia Mattei tre camionisti. 

E’ il processo scaturito da una presunta partita di fieno da mille euro, pagata solo in parte da uno degli imputati, per l’appunto il camionista di Soriano del Cimino, che non sarebbe riuscito a rivenderla perché non buona. Al venditore avrebbe anticipato 300 euro, il grossista avrebbe voluto a tutti i costi gli altri 700 euro. Fino alla resa dei conti, presso una delle aree di servizio della trasversale. Lui con l’autotreno, l’altro giunto con un amico a bordo di un furgoncino rosso. Era il 9 dicembre 2013 e i tre se le sarebbero date di santa ragione. Botte da orbi, armati anche di un bastone e di una spranga di ferro. 

Ieri l’esame degli imputati.

L’autista del tir si è detto vittima di un’aggressione premeditata: “Quando sono uscito dal bar, mi stavano aspettando e avevano già rotto un faro e uno specchietto retrovisore dell’autotreno – ha detto – mi si sono avventati addosso. Quello che mi aveva venduto il fieno pretendeva i soldi lì e subito, intanto mi minacciava. Mi hanno aggredito entrambi. Io mi sono solo difeso, urlando ai benzinai di chiamare i carabinieri. Poi sono corso a Belcolle a farmi medicare”.

Sarebbe stato il solo a finire a terra, dove fu trovato dai gestori e dai carabinieri con ferite al volto, a un polso e a una gamba, mentre gli altri due si erano già dileguati col furgoncino rosso. 

“Non è vero che lo stavamo aspettando – ha detto il creditore – passavamo e quando ho visto il suo camion mi sono fermato per chiedergli i soldi che mi doveva dare da mesi. Mi ha risposto che non c’era niente che dimostrasse che gli avevo dato il fieno, poi mi ha aggredito con una spranga. Sono stato ricoverato cinque giorni all’ospedale di Terni, dove mi hanno messo una placca nella mano”. “Io sono intervenuto solo per separarli quando ho visto la colluttazione”, ha detto il terzo imputato, che era con lui sul furgone rosso, dicendo di non sapere i motivi della lite. 

Il 18 aprile, la sentenza. 


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9 novembre, 2017

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