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Viterbo - Il giudice ha convalidato l'arresto, disponendo il solo obbligo di firma - Saranno processati per direttissima il 19 gennaio

Far west a pratogiardino, rimessi in libertà i quattro arrestati

Viterbo - Tribunale

Viterbo – Tribunale

 

Viterbo - Botte a pratogiardino - Carabinieri e polizia al comando provinciale dell'Arma

Viterbo – Botte a pratogiardino – Carabinieri e polizia al comando provinciale dell’Arma

Viterbo – Scene da far west a pratogiardino Lucio Battisti e anche in tribunale dove ieri mattina, in attesa dell’udienza di convalida, al piano meno uno, nelle celle per gli arrestati, gli animi si sono surriscaldati e le urla sono arrivate fino al pianoterra. 

C’è voluto un po’ per calmarli, ma finalmente, poco dopo le 11, sono comparsi davanti al giudice Gaetano Mautone i quattro ventenni – due italiani, un nigeriano e un liberiano – fermati verso le 12,30 di martedì da polizia e carabinieri per una rissa esplosa tra due gruppi di giovani contrapposti al parco Lucio Battisti.

Non è chiaro il movente, si sa solo che a fronteggiarsi, armati di bastoni improvvisati, sarebbero stati una ventina di persone, una quindicina dei stranieri e tre italiani, tra cui il 17enne deferito al tribunale per i minori di Roma. Gli altri due sono uno studente di Montefiascone, appena uscito da scuola, e un amico con cui aveva deciso di fare un giro in centro passando da pratogiardino. Tutto sarebbe partito da un alterco tra il nigeriano e i tre italiani. 

Alla base del litigio forse qualche battuta di troppo oppure una richiesta di “erba” che il nigeriano, l’unico trovato in possesso di un grammo e mezzo di marijuana, avrebbe detto di non potere soddisfare. Lo straniero, negando di essere a Pratogiardino per spacciare, si sarebbe giustificato dicendo di avere trovato la droga per terra e di essersela infilata in tasca. Il liberiano, invece, ci sarebbe finito in mezzo per caso, accorso a dare manforte all’altro immigrato, che nemmeno avrebbe conosciuto.

Difesi dagli avvocati Francesco Cercola e Emilio Lopoi, pm Barbara Santi, tutti e quattro si sono lasciati interrogare, fornendo versioni contrastanti. Il nigeriano, nel frattempo, avrebbe continuato a dare in escandescenze anche davanti al giudice e a un certo punto si sarebbe sdraiato a terra nella gabbia a vetri riservata agli arrestati. 

Due le chiamate ai numeri d’emergenza 112 e 113. A dare l’allarme per primo sarebbe stato il minorenne, spaventato dopo che a un primo scontro ne sarebbe seguito un secondo, quando gli stranieri avrebbero fatto “squadra”, inseguendoli muniti di rami d’albero usati come arma impropria. Quindi sarebbe giunta anche la telefonata di una signora che stava facendo una passeggiata tra i viali del parco quando si è imbattuta nella rissa.

L’udienza, a porte chiuse, si è protratta per oltre due ore ed era già passata abbondantemente l’una quando il giudice Mautone, convalidando l’arresto, ha rimesso in libertà sia gli italiani, sia gli stranieri, disponendo per tutti e quattro il solo obbligo di firma fino al processo per direttissima, rinviato al 19 gennaio 2018. 

7 dicembre, 2017

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