Roma – (s.s.) – Cinque medaglie d’oro, tre d’argento e altrettante di bronzo.
E’ un risultato storico quello ottenuto dalla nazionale di scherma paralimpica ai mondiali di Fiumicino, chiusi con undici riconoscimenti tra personali e di squadra.
Numeri entusiasmanti che hanno portato il presidente della repubblica a ricevere gli Azzurri al Quirinale, dove è andato in scena un incontro fuori dall’ordinario.
Nel bel mezzo della cerimonia, infatti, Sergio Mattarella ha rotto lo schema tradizionale dei suoi ricevimenti ed è andato a salutare gli atleti uno per uno.
“Risultati così non sono regalati – ha spiegato il capo dello stato – ma sono frutto di impegno, sacrificio e allenamento. Per raggiungerli non basta l’impegno, ci vuole anche la passione. Avete inviato un messaggio a tanti altri: ci sono tanti giovani con disabilità che potrebbero ottenere nello sport grandi successi. Siete un esempio di uno sforzo per uno sport autentico e genuino, ne abbiamo bisogno”.
Felicità e anche un pizzico di commozione da parte della squadra azzurra, composta tra gli altri da Bebe Vio e dal viterbese Marco Cima, fresco campione del mondo nella sciabola maschile a squadre assieme ad Alberto Pellegrini, Edoardo Giordan e Alessio Sarri.
Samuele Sansonetti
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