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Bagnoregio - La mamma di Elena Maria Coppa nel giorno del suo compleanno - Pubblicato il libro della giovane morta nel frontale sulla Teverina

“Ogni raggio di sole mi ricorda i tuoi occhi…”

di Raffaele Strocchia

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Elena Maria Coppa

Elena Maria Coppa

Elena Maria Coppa con la mamma Laura Meassi

Elena Maria Coppa con la mamma Laura Meassi

Elena Maria Coppa

Elena Maria Coppa

Elena Maria Coppa

Elena Maria Coppa

Bagnoregio – Avrebbe compiuto 21 anni Elena Maria Coppa. Ieri, 27 dicembre, giorno di san Giovanni apostolo. Ma a metà settembre uno schianto sulla Teverina se l’è portata via. E i suoi occhi, quegli occhi color del cielo, profondi come l’oceano, lucenti come il sole e così grandi da contenere l’infinito e penetrare l’anima, si sono spenti dopo un’agonia di tre giorni. Tre giorni in cui Elena ha lottato con tutte le sue forze al policlinico Gemelli di Roma, dopo essere rimasta incastrata tra le lamiere della sua auto tra Fastello e Celleno. Poi ha mollato la presa, facendo spegnere anche il suo sorriso caldo ma delicato. Pieno d’amore, dall’innocenza magica e di una grazia imprevista.

Un dolore lancinante ha attanagliato e stritolato un’intera comunità. E soprattutto il cuore di mamma Laura che, dopo essere precipitata nel baratro della disperazione, la disperazione di aver perso l’unica figlia, ha trovato la forza di donare gli organi di Elena, dando una speranza di vita a chi una speranza di vita non ce l’ha quasi più. “Amore mio, oggi avresti compiuto 21 anni – le ha scritto ieri su Facebook -. Ti dedico questa canzone (A parte te di Ermal Meta, ndr) perché mi hai insegnato tanto e soprattutto perché resterai sempre con me ogni giorno, ogni istante. Sarai presente in ogni mio respiro e in ogni mio gesto. Ogni fiore o raggio di sole, ogni bellezza della natura mi ricorderà per sempre i tuoi occhi e il tuo splendido sorriso. Auguri tesoro mio”.

Elena amava i libri, amava scrivere, amava incastonare le parole nei fogli. E riusciva a farlo splendidamente. Elena aveva un sogno. Dare alle stampe il suo libro di racconti e pensieri, il suo taccuino da giovane scrittrice. Un sogno che alla vigilia di Natale è diventato realtà. Il lago alle sette di sera è stato pubblicato, e il ricavato della vendita sosterrà un concorso letterario per giovani scrittori emergenti. In ricordo di Elena. “In un mondo così veloce e pieno di input, un mondo che ci costringe a prestare poca attenzione a ciò che facciamo e poco tempo per riflettere, il modo più semplice per evadere e staccare la spina è quello di abbandonarsi di fronte a un foglio bianco o a un libro – scriveva Elena -. La nostra mente può stare tranquilla che in quel momento nessuno può darle una scadenza, un’angoscia di successo. Non c’è gara a chi fa meglio. E più velocemente, può sentirsi libera di seguire solo il proprio tempo”.

Queste frasi messe nero su bianco ora resteranno lì, per sempre. Ed Elena continuerà a vivere, perché il suo cuore batte nel corpo di un bambino e perché “chi scrive non muore mai”. La sua curiosità, la sua caparbietà, il suo coraggio, le sue mille sfaccettature continueranno a esistere nel ricordo degli amici, dei compagni, dei tanti che l’amavano. “Resterai per sempre dentro i nostri cuori, i nostri pensieri e grazie alle tue parole, ormai impresse nella carta, non verrai mai dimenticata. Proprio come i grandi scrittori, anche tu sei riuscita a lasciare quel segno indelebile, quell’inchiostro trasformato in racconti e pensieri che mai moriranno. Sei il nostro orgoglio. I tuoi amici”.

Raffaele Strocchia

28 dicembre, 2017

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