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Viterbo - Parla l'imprenditore che a marzo riaprirà lo storico caffè - Cominciate le selezioni del personale

“Schenardi tornerà a essere il salotto buono della città”

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Viterbo - Gran caffè Schenardi

Viterbo – Gran caffè Schenardi

Gran Caffè Schenardi

Gran Caffè Schenardi

Gran Caffè Schenardi

Gran Caffè Schenardi

Viterbo – (g.f.) – Un ambiente più caldo, divani all’ingresso, divanetti di fronte al bancone. Elementi essenziali per quello che deve tornare a essere il salotto buono di Viterbo.

Schenardi riapre. A marzo si alzano le saracinesche dello storico caffè a corso Italia e cominciano ad arrivare i primi dettagli del nuovo progetto.

A riprendere in mano la situazione, a mesi dalla chiusura, un imprenditore romano, da trent’anni nel settore. Idee ne ha diverse. I tre mesi che mancano all’inaugurazione serviranno a concretizzarle. È già al lavoro.

Racconta la sua idea di Schenardi, come dovrà essere, ma per il momento preferisce non apparire in prima persona. “Ci metterò com’è giusto la faccia – spiega – ma al momento opportuno. Adesso, quello che conta è Schenardi. Voglio che l’attenzione sia tutta concentrata sul progetto”.

Romano, ha due ristoranti, non conosceva lo storico locale, ma c’è voluto poco per innamorarsene. “Un mio amico di Viterbo me ne ha parlato – ricorda l’imprenditore – mi raccontava di quanto fosse bello, ho deciso di vederlo e mi sono reso subito conto dell’importanza, ma anche delle difficoltà che possono nascere da un’attività del genere.

Entrando ti rendi subito conto d’avere grandi aspettative. Io faccio anche l’architetto d’interni, specializzato nella realizzazione di location per questo tipo d’attività”.

Schenardi ha una sua bellezza, ma l’ambiente va reso più caldo. “Va scaldato, togliendo un po’ l’effetto museo, per fare in modo che sia più accogliente. All’ingresso, ad esempio, toglieremo una parte del banco, quella dei gelati e posizioneremo divani eleganti e sulla sinistra, divanetti a due posti, così da permettere alla gente di fare la colazione o un brunch veloce, sedersi e leggere il giornale.

Un qualcosa di visibile anche dall’esterno, per avere subito un impatto gradevole, accogliente”. Un locale come Schenardi ha costi non indifferenti, per questo va vissuto in ogni momento della giornata.

“A partire dalle colazioni. Per il pranzo e una pausa veloce, pensiamo a chi sta in ufficio, ai commessi che gravitano in centro e nel fine settimana, i turisti che vedo affollano la città. Offriremo un servizio di qualità, mantenendo prezzi popolari, se vogliamo chiamarli così. Non eccessivi. Questa è la partenza”.

Una dolce partenza. “La pasticceria all’interno sarà di qualità – promette l’imprenditore -, magari nel tempo sarà possibile anche pensare a una scuola dedicata.

Sto già facendo le selezioni per formare una squadra che ami questo lavoro, è importante. Un locale può essere anche il più bello, ma il servizio gioca un ruolo fondamentale. Serve molto per farsi un nuovo cliente, basta un nulla per perderne cento”.

Schenardi cambierà mantenendo la sua anima, pronto ad accogliere iniziative. “Nella parte in fondo, vicina al ristorante del giardino d’inverno – continua l’imprenditore – penso a un temporary store, magari riuscendo a coinvolgere una catena di librerie, anche con vendita d’oggettistica particolare. Un corner store di Schenardi”.

Contenitore anche di manifestazioni. “Ci affideremo a un’agenzia di comunicazione per predisporre un programma preciso, in modo che si sappia con esattezza quali iniziative sono in programma e a tempo debito”.

In un secondo momento potrebbe arrivare anche un ristorante vero e proprio. “Alla carta – precisa – ma al momento punto più al brunch e a un sostanzioso apericena, con musica di sottofondo che renda possibile incontrarsi e parlare piacevolmente”.

Un lavoro che si preannuncia importante. “Non a caso – conclude l’imprenditore – ho preso casa proprio sopra il locale. La mia famiglia vive a Roma, per me sarà un sacrificio, ma è necessario. Almeno nei primi due anni serve una presenza costante”.


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23 dicembre, 2017

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