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Tribunale - Aggressione a Vico Squarano - Si difende l'ultras trentenne arrestato per tentato omicidio nel settembre 2016 - Sarà sentita in aula la vittima

Colpi di mannaia a un ventenne, “la droga non c’entra”

La mannaia sequestrata al 30enne arrestato

La mannaia sequestrata al 30enne arrestato

Viterbo – Aggredisce a colpi di mannaia un ventenne al Carmine-Salamaro, finisce sotto processo per rapina.

“La droga non c’entra”, ha detto ieri l’imputato, un noto ultras trentenne del capoluogo, alla prima udienza del processo.

Una tragedia fortunatamente solo sfiorata, ma che creò grande allarme sociale, all’ora di pranzo del 13 settembre 2016 nell’immediata periferia di Viterbo, nella zona di via Vico Squarano.

Il trentenne fu arrestato per tentato omicidio, bloccato pochi minuti dopo dalla polizia, mentre andava in giro a piedi per il quartiere con la mannaia ancora in mano. Ma le lesioni riportate dalla vittima, medicata dai sanitari del pronto soccorso di Belcolle, sarebbero poi guarite in pochi giorni per cui la gravissima accusa è venuta meno. In compenso il trentenne avrebbe sottratto con la forza alla vittima un telefonino, per cui è imputato di rapina.

Si parlò di un regolamento di conti per debiti di droga. “Non è vero. Volevo solo la restituzione di un prestito di 450 euro del tutto lecito. La droga è solo una bugia, da lui inventata per aggravare la mia situazione”. Sono le prime parole pronunciate in aula dall’imputato, comparso ieri per la prima volta davanti al collegio presieduto dal giudice Gaetano Mautone.

Assistito dall’avvocato Lorenzo Contucci, del foro di Roma, prima ancora delle questioni preliminari, il trentenne ha chiesto di poter rilasciare spontanee dichiarazioni, per smentire una voce circolata insistentemente nei giorni a ridosso dell’aggressione negli ambienti investigativi. 

Era circa l’una del 13 settembre 2016 quando il trentenne piombò a casa della vittima, un ventenne moldavo che gli doveva dei soldi, armato di una grossa mannaia da cucina che avrebbe tentato di sferrargli in testa. Lo straniero si sarebbe salvato, sollevando d’istinto il braccio sinistro, cavandosela con una ferita all’arto.

Nonostante l’opposizione del pubblico ministero, il collegio, sentite le dichiarazioni dell’imputato, ha accolto la richiesta di processo col rito abbreviato condizionato all’audizione della presunta vittima avanzata dalla difesa. Il che significa che, in caso di condanna, il giovane potrà contare sullo sconto di un terzo della pena. 

Il ventenne moldavo, salvo imprevisti, sarà sentito in tribunale il prossimo 30 gennaio. Subito dopo discussione e sentenza. 

Silvana Cortignani

17 gennaio, 2018

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