Viterbo – Al via oggi il processo per furto aggravato in concorso ai genitori della “tartaruga Ninja”.
Sono la madre e il patrigno, una 51enne e un 48enne, di uno dei due giovani arrestati a Viterbo il primo marzo 2016 dopo un colpo in una villa di strada Mezzogrosso, in località Pian di Tortora, sulla Cassia sud. Il figlio, per non farsi riconoscere, aveva coperto il volto con una maschera da tartaruga Ninja.
In azione sono entrati in quattro, tre dentro e uno a fare da palo su una vettura, insospettendo un passante, che ha chiamato il 112.
Con i due giovani, un 26enne falisco e un 27enne viterbese, entrambi pluripregiudicati, secondo l’accusa, ci sarebbero stati la madre e il patrigno del 27enne, che avrebbero fatto in tempo a dileguarsi, mentre la coppia di giovani è stata bloccata in via Solieri, al Salamaro.
Nel portabagagli, i carabinieri hanno trovato una maschera da tartaruga ninja, usata per travisare il volto durante il colpo, e arnesi da scasso.
L’uomo e la donna, difesi dall’avvocato Samuele De Santis, compariranno questa mattina davanti al giudice Giovanni Pintimalli, dopo il decreto di citazione diretta firmato dal sostituto procuratore Paola Conti. Parte offesa, la vittima del furto in abitazione, che potrà costituirsi parte civile per il risarcimento dei danni.
Il 26enne e il 27enne sono stati condannati per direttissima dal giudice Rita Cialoni il 18 marzo di due anni fa, rispettivamente a quattro e otto mesi di reclusione. Per i genitori il processo comincia ora.
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