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Viterbo - Elezioni regionali - Pd - Giuseppe Fioroni in un incontro ufficializza il nome della vicesindaca

“Luisa Ciambella è la nostra candidata”

di Giuseppe Ferlicca
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Giuseppe Fioroni

Giuseppe Fioroni

Luisa Ciambella e Giuseppe Fioroni

Luisa Ciambella e Giuseppe Fioroni

San Martino al Cimino - L'incontro Pd per formalizzare la candidatura di Ciambella

San Martino al Cimino – L’incontro Pd per formalizzare la candidatura di Ciambella

Luisa Ciambella e Giuseppe Fioroni

Luisa Ciambella e Giuseppe Fioroni

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Luisa Ciambella e Giuseppe Fioroni

Luisa Ciambella e Giuseppe Fioroni

San Martino al Cimino - L'incontro Pd per formalizzare la candidatura di Ciambella

San Martino al Cimino – L’incontro Pd per formalizzare la candidatura di Ciambella

Luisa Ciambella e Giuseppe Fioroni

Luisa Ciambella e Giuseppe Fioroni

Viterbo – “Luisa Ciambella, la nostra candidata più rappresentativa alle regionali”. Dopo le indiscrezioni arriva la conferma.

La vicesindaca Pd al comune di Viterbo entra ufficialmente in corsa per la regione ed è Giuseppe Fioroni a sciogliere gli ultimi dubbi a un incontro a San Martino al Cimino.

L’ultimo passaggio sarà il voto nella direzione provinciale in programma lunedì. Ma l’esito è scontato. Avrebbe dovuto esserci domani, ma è slittata a ruota dopo il rinvio di quella nazionale

“Luisa – dice Fioroni ai suoi – corre per competere, corre per arrivare e arrivare senza dubbio prima. Le competizioni democratiche sono belle, ma si corre per arrivare primi”.

Ciambella, nel Pd è il secondo dei quattro nomi per la Tuscia a essere ufficializzato in vista delle regionali, dopo quello di Andrea Egidi. Resta da sciogliere il nodo Enrico Panunzi e quindi l’ultimo.

Fioroni vede Zingaretti con una marcia in più. “Per capacità – osserva Fioroni – e per i cinque anni di buongoverno, ci sono i presupposti per la vittoria. Sarebbe inspiegabile che non vincessimo e il risultato positivo ci porterà due consiglieri regionali espressione del primo partito della coalizione. E il Pd, nonostante tutto lo è, meglio a Viterbo rispetto alla provincia.

È nostro dovere e diritto eleggere un consigliere regionale e se la direzione approverà la proposta, la nostra scelta è quella di Luisa”. Scatta l’applauso.

“Non ho mai sopportato – osserva Fioroni – considerare le pari opportunità come una riserva indiana.

Qui si tratta della prima consigliera regionale donna ed è importante, ma un altro aspetto non secondario è che abbia meno di quarant’anni. Non perché siamo a favore del giovanilismo o per rottamare, ma per la volontà di aprire nuovi percorsi”.

L’area di Fioroni è quella che nella Tuscia ha vinto il congresso. “Dopo avere consentito a tantissimi di fare i consiglieri regionali – osserva Fioroni – anche con il sacrificio di qualcuno, come Pierluigi Bianchi, sacrificio ricordato da tutti, tranne da chi avrebbe dovuto. La sua rinuncia ha consentito l’elezione di un consigliere regionale”. A qualcuno fischieranno le orecchie.

Per il deputato Pd, Ciambella vuol dire: “Potenziare il governo di Zingaretti e rinnovare per metodo, stile e freschezza, il modo di fare il consigliere. Non è un giudizio di merito sugli altri, anzi, ringrazio Riccardo Valentini per il lavoro svolto”. Il consigliere Pd uscente ha deciso di non presentarsi.

Poi ribadisce il concetto: “Dopo avere dato a molti questa possibilità, facciamo la nostra corsa per un nostro consigliere regionale. Sono due quelli che saranno eletti e la corsa la faremo insieme con altri amici all’interno del partito, con chi è affine a noi”. Nessun nome. Forse Andrea Egidi?

Luisa Ciambella arriva alla candidatura e nella sera dell’ufficializzazione del suo nome, riparte da dove tutto è cominciato. “Nel 2001 – spiega Ciambella – con la Margherita, ero al giovanile del Partito popolare, avevo a 17 anni e mezzo. Un percorso lungo”.

Fino a quasi cinque anni fa, con l’elezione in comune. “Da vice sindaco ho dovuto affrontare problemi immensi, uno mi toglie ancora il sonno, le Rsa.

Il presidente Zingaretti ha la possibilità di farcela il 4 marzo, per migliorare il lavoro svolto e cambiare le modalità di risoluzione dei problemi”.

Ma il ruolo di consigliere regionale per Ciambella va interpretato in modo diverso. L’esempio è sempre il taglio ai contributi per le Rsa.

“Il consigliere – ricorda Ciambella – deve avere il coraggio di puntare i piedi e non fare finta di non vedere, girandosi dall’altra parte”.

C’è una campagna elettorale: “Sarà bellissima, anche se rispetto al 2013 dovremo contrastare un maggiore rischio di populismo. Ma noi non prometteremo posti di lavoro o che risolveremo tutti i problemi. Dobbiamo essere credibili.

Io posso rappresentare quello che in comune abbiamo fatto, fra molte difficoltà. Non parleremo genericamente d’aiuto ai poveri, ma di quello che abbiamo costruito con la Caritas o con i laboratori infermieristici, per chi non può nemmeno permettersi cure anche minime.

Racconteremo le nostre priorità, quello che nel nostro piccolo abbiamo fatto e che su scala porteremo in regione.

Sono pronta e a disposizione anche nel raccogliere i vostri consigli”.

Giuseppe Ferlicca


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10 gennaio, 2018

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