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Maxirogo del Poggino - Parla l'imprenditore viterbese Rinaldo Della Rocca - Proseguono senza sosta le indagini dei carabinieri

“Non mi avete indebolito, anzi rafforzato”

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Rinaldo della Rocca con la figlia Erika

Rinaldo della Rocca con la figlia Erika

 

Maxi rogo al Poggino - Le auto incendiate

Maxi rogo al Poggino – Le auto incendiate

Maxi rogo al Poggino - Le auto incendiate

Maxi rogo al Poggino – Le auto incendiate

Maxi rogo al Poggino - Le auto incendiate

Maxi rogo al Poggino – Le auto incendiate

Maxi rogo al Poggino - Le auto incendiate

Maxi rogo al Poggino – Le auto incendiate

Maxi rogo al Poggino - Le auto incendiate

Maxi rogo al Poggino – Le auto incendiate

 

Maxi rogo del Poggino - Lo sfogo dell'imprenditore Rinaldo Della Rocca su facebook

Maxi rogo del Poggino – Lo sfogo dell’imprenditore Rinaldo Della Rocca su facebook

Viterbo – (sil.co.) – “Non pensate di avermi indebolito, anzi mi avete rafforzato”. Posta il suo sfogo su facebook l’imprenditore viterbese Rinaldo Della Rocca, il cui autosalone è stato vittima del maxi rogo divampato la notte tra il 4 e il 5 gennaio che ha letteralmente mandato in fumo dodici vetture parcheggiate nel piazzale del capannone situato in via Mainella, tra la Cassia Nord e il Poggino.

“Ricominceremo più forti e con un sorriso”,  gli hanno scritto pochi giorni fa su Tusciaweb la figlia Erika e gli amici, dopo l’incendio nella concessionaria. 

“Il  ‘mio’ 2018 non è iniziato molto bene,anzi direi piuttosto male”, scrive invece il padre sul popolare social network. 

Nel frattempo vanno avanti senza sosta le indagini dei carabinieri della compagnia di Viterbo, coordinati dal pm Eliana Dolce dopo che la procura ha aperto un fascicolo per incendio doloso contro ignoti. Nessuna pista è esclusa. La meno battuta resta quella della “fatalità”. 

“Al di la del danno subito – prosegue Della Rocca – non vorrei ci fosse anche la beffa che la facciano franca pur confidando nello scrupoloso lavoro che stanno facendo i carabinieri di Viterbo”.

“Vedete – dice ancora l’imprenditore – il non sapere chi e perchè possa aver commesso un gesto vile, ignobile e sporco come quello accaduto al Poggino alcune notti fa deve far riflettere, quando si ha la coscienza a posto, quando si è cercato di lavorare nei modi più onesti e trasparenti possibili, quando si è cercato di aiutare chi si è trovato in difficoltà andando incontro alle esigenze altrui tralasciando le proprie non si può accettare un simile gesto”.

“Un gesto – garantisce il titolare della concessionaria – che non fermerà nessuno, tanto meno il sottoscritto e che non impaurirà, anzi rafforzerà la voglia di andare avanti comunque anche sapendo che al mondo esistono vigliacchi e delinquenti del genere”.

“E ringrazio gli amici, quelli che dal primo momento subito ti hanno sostenuto, spronato. aiutato, tranquillizzato che non sei solo, che puoi farcela ancora e non devi mollare, che ti hanno stretto in un abbraccio talmente forte da togliere il fiato”.

Infine il messaggio si fa più intimo. “Ringrazio la mia donna, la mia compagna di vita, il mio vero primo sostegno, ringrazio mia figlia, i miei nipoti che non mi hanno lasciato un minuto oltre alle tantissime dimostrazioni di stima ricevute. Tutto questo per lanciare un messaggio forte e chiaro, chiunque sia stato non pensate di avermi indebolito, anzi rafforzato, sappiatelo sempre. Grazie a tutti per aver accettato, permettetemelo, questo sfogo”. 


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10 gennaio, 2018

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