Viterbo – Pd, Fioroni in lista. L’ex ministro: “Ringrazio il partito per avermi candidato nella mia città. Non avevo chiesto nessun paracadute e non lo utilizzerò”.
Dopo una riunione fiume della direzione, il Pd ha deciso: verranno canditati Giuseppe Fioroni, Cesare Damiano, Barbara Pollastrini, che nei giorni scorsi erano stati dati per esclusi.
Fioroni verrà schierato nel collegio uninominale della camera a Viterbo, che raggruppa tutti i comuni della provincia meno Canino, Montalto e Tarquinia, e al proporzionale nel collegio Viterbo, Rieti, Monterotondo.
Alle quattro del mattino, la direzione del Partito democratico approva le liste per le politiche. Ma la minoranza non partecipa al voto per protesta.
“Non c’è stata nessuna trattativa o braccio di ferro, perché i nomi li sentiamo solo ora, non li abbiamo neanche letti”, afferma Andrea Orlando.
E non mancano sorprese tra le candidature.
Lucia Annibali, l’avvocatessa sfregiata dall’acido, è candidata nell’uninominale a Parma., Riccardo Nencini nel difficile collegio di Arezzo, Benedetto Della Vedova a Prato, Gianni Cuperlo a Sassuolo, Gianni Pittella a Potenza. Questi alcuni nomi che spiccano dalla lettura delle liste Pd per le politiche in direzione.
Resta fuori il coordinatore di Dem Andrea Martella. È in lista l’ex presidente della Basilicata Vito De Filippo. Candidato anche il costituzionalista Stefano Ceccanti, che era stato già parlamentare. Tra le novità c’è il portavoce di Gentiloni, già di Renzi, Filippo Sensi.
In Campania corre Giuseppe De Mita, nipote di Ciriaco, ma anche Franco Alfieri, ex sindaco di Agropoli, balzato alle cronache qualche tempo fa per aver consigliato di offrire fritture di pesce per agevolare il “sì” alla campagna elettorale per il referendum.
Per quanto riguarda i big, Matteo Renzi correrà nel collegio Firenze 1 Camera e nei listini di Umbria e Campania. Paolo Gentiloni nell’uninominale a Roma, nel plurinominale nelle Marche e in Sicilia. Roberto Giachetti in campo nell’uninominale in Toscana, a Sesto Fiorentino. Maria Elena Boschi è nel collegio di Bolzano.
Soddisfatto per la candidatura arrivata alle 4 del mattino, Fioroni non lesina parole, dopo una nottata di attesa e battaglia.
“Ringrazio il segretario del partito Pd, Matteo Renzi e la direzione – afferma l’ex ministro -, perché in una competizione difficile come questa ha accettato la mia richiesta di correre a casa mia. Nel territorio che già mi ha visto vincere. Nella mia terra, a cui sono profondamente legato e radicato. Non c’è politica con la “P” maiuscola, se non puoi guardare tutti i giorni i tuoi elettori negli occhi. Elettori che ti valutano e ti consigliano”.
Non manca un stoccata leggermente polemica.
“Non avevo chiesto nessun paracadute e non lo utilizzerò – dice Fioroni alle 6 di mattina -. Come ha detto il mio amico Giachetti, che ha scelto però un collegio della rossa Toscana. Io non ne ho bisogno. Sarà una corsa dura e competitiva. Ma già l’abbiamo vinta e lo rifaremo. Presenterò la mia candidatura il 31 gennaio alle 17 a Pianoscarano. Iniziando la campagna elettorale da casa mia e dalle radici. Perché per me l’impegno politico è il territorio, la mia gente, le mie radici. Senza tutto questo la politica sarebbe effimera e virtuale”.
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