Sabaudia – Scheletro ritrovato in spiaggia, lunedì mattina l’autopsia.
Il dottor Cipriani eseguirà tutti gli accertamenti sui resti riemersi a Sabaudia e solo allora si potrà stabilire se si tratta effettivamente di Virginio Nottola, scomparso il 28 ottobre a Tarquinia.
Verranno eseguiti anche il test del Dna e altri esami forensi per riuscire a stabilire con esattezza l’identità.
Tutti gli indizi emersi finora hanno fatto pensare agli inquirenti che si tratti proprio di lui. Lo scheletro, infatti, è stato ritrovato con indosso una muta e un salvagente blu, proprio quelli che avrebbe indossato Nottola il giorno in cui è scomparso.
Il 28 ottobre Virginio Nottola, 50enne romano ma con una casa a Tarquinia lido, si era messo in mare con la sua barca a vela Flying junior 4.20 ma non è mai tornato a riva. Totalmente scomparso nel nulla.
Le ricerche si erano protratte per giorni, sia in mare che sulla costa, di giorno e di notte, ma di Virginio Nottola nessuna traccia.
Erano stati ritrovati soltanto la barca a vela capovolta – notata da un gommone nel primo pomeriggio di quello stesso giorno – e la sacca con dentro il suo telefono, le chiavi, il portafoglio e gli occhiali da vista.
Vigili del fuoco, capitaneria di porto e polizia avevano esteso il loro raggio di azione fino a Ladispoli ma le ricerche non avevano portato a nulla.
Oltre a un disperato appello girato per giorni sui social, il caso era finito anche sulla trasmissione di Rai 3 “Chi l’ha visto?” ma senza nessun risultato.
Fino a giovedì 18 gennaio, quando sul litorale di Sabaudia è stato ritrovato uno sceheletro con indosso una muta e un salvagente blu.
Sul posto sono intervenuti i carabinieri di Latina e la capitaneria di porto. La salma è rimasta alcuni giorni in obitorio a disposizione dell’autorità giudiziaria fino alla decisione degli esami autoptici che si svolgeranno lunedì mattina.
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