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Capranica - In manette anche un romano - La coppia gestiva cliniche del dolore negli Usa e avrebbe dirottato sul mercato nero medicinali a base di oppiacei

“Settecento morti per i suoi farmaci”, l’Fbi fa arrestare un viterbese

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Farmaci

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Guardia di finanza

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Capranica – “Dodici milioni di dosi di narcotico spacciate in sei anni sottoforma di farmaci per il dolore. Ventuno milioni di dollari di guadagno al nero. Settecento pazienti morti ‘in conseguenza dell’assunzione di sostanze oppiacee prodotte dai fornitori strettamente lagati alla Urgent are & surgery center enterprise’. Azienda, questa, gestita da due italiani ritenuti i capi della banda criminale”.

Lo scrive Repubblica, dando notizia di due arresti avvenuti venerdì in Italia. Uno “a Capranica”, dove “i finanzieri hanno messo le manette ai polsi di Luca Sartini prelevandolo a casa della madre – spiega il quotidiano -. Ufficialmente disoccupato, 58 anni, Sartini era ritornato nel nostro Paese nel maggio 2017 dopo aver vissuto per lungo tempo a Miami”.

Un altro arresto è invece avvenuto a Roma, dove “è stato portato in carcere Luigi Palma, detto Jimmy, 51 anni, anche lui rientrato dalla Florida in primavera”. Lo scrive Repubblica, che spiega: “Sartini e Palma erano gli amministratori di Uscs enterprise insieme ad altre tre persone e tra aprile 2009 e marzo 2015 avrebbe gestito una rete di cliniche per il trattamento del dolore cronico in Tennesse e Florida”.

Gli uomini della guardia di finanza avevano in mano un mandato di cattura internazionale emesso il 4 gennaio dal tribunale di Knoxville, Tennesse. L’accusa è di “traffico di stupefacenti, corruzione, riciclaggio e truffa. Non però – riporta Repubblica – di omicidio colposo, nonostante le autorità americane abbiano riportato l’agghiacciante dato del decesso di 700 pazienti della Uscs enterprise ‘in conseguenza dell’assunzione di sostanze oppiacee prodotte da fornitori strettamente legati all’azienda’”.

“Tra l’aprile 2009 e il marzo 2015 sarebbero state distribuite 12 milioni di pillole di ossicodone, ossimorfone e morfina – scrive Repubblica -. L’indagine dell’Fbi sarebbe partita quando è risultato che dei tossici dipendenti, fingendo di essere dei pazienti, andavano alle cliniche di Sartini e Plama. A mandarli sarebbero stati degli spacciatori locali”.

“I due italiani – si legge nel mandato di cattura pubblicato da Repubblica – riuscivano a piazzare la merce a costi altissimi. Le cliniche rifiutavano di essere pagate attraverso le assicurazioni, volevano i contanti per ricette che erano, da un punto di vista terapeutico, ingiustificate”.

“Si arrivava, così, a spendere anche 350 dollari a visita – spiega Repubblica -. Alcuni medici sarebbero stati compiacenti e avrebbero sfruttato l’autorizzazione della Dea (Agenzia federale antidroga). I proventi sarebbero stati riciclati grazie a società fittizie e conti correnti bancari. Il giro di soldi sarebbe di 21 milioni di dollari.

Le indagini dell’Fbi avrebbero portato a Sartini, Palma e altri quattro complici. Nonostante tutto, i due italiani rimangono negli Stati Uniti per poi andarsene nella primavera del 2017 quando capiscono che è meglio tornare in Italia. E’ stata avviata la pratica di estradizione da parte del dipartimento di giustizia. L’arresto dovrà essere convalidato dalla corte d’appello di Roma”.


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22 gennaio, 2018

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