Bassano in Teverina – sponsorizzato – Una torre con un campanile animato al suo interno. La prima è del cinquecento, il secondo è invece dell’XI secolo. Un caso unico al mondo. Una torre misteriosa per spaventare i nemici, di cui tutti avevano perso completamente memoria. Fino al 1989, quando venne scoperta.
Fotogallery: La torre dell’orologio di Bassano in Teverina – Video: Il campanile animato dell’XI secolo – Il museo dell’arte contadina
È la torre dell’orologio di Bassano in Teverina, uno degli ultimi paesi a nord della provincia di Viterbo, al confine con l’Umbria.
Perché la torre ha nascosto per secoli un campanile senza che nessuno lo sapesse? Uno scherzo del destino, una svista oppure il gioco di un nobile come il cardinal Madruzzo, vescovo di Porto e proprietario di Bassano, che nel ‘500 ordinò di costruire la torre e di racchiudervi il campanile dell’XI secolo di piazzetta Finzi. Ordinò pure di costruire un fontanile su cui fece scrivere “per il proprio vantaggio e per quello di tutti i suoi”.
Quattro piani di campanile per 25 metri di altezza sigillati dentro quattro mura cinquecentesche con in cima un orologio con piastrelle del XVIII secolo.
“Fino al 1989 – spiega Urbano Rosati del gruppo archeologico bassanese – quando la soprintendenza intervenne sulla torre cinquentesca con alcuni lavori di restauro e si accorse che al suo interno c’era un’altra struttura. E le ricerche hanno portato alla scoperta di un campanile animato dell’XI secolo riconducibile alla chiesa di Santa Maria dei Lumi che sta lì di fronte”. Esattamente in piazzetta Finzi, a ridosso del borgo e parte integrante delle fortificazioni che caratterizzavano la città di Bassano.
“La torre – prosegue Rosati – è un unicum in tutto il mondo. Non ci sono casi simili. Non solo, ma sono venute alla luce anche delle figure che contraddistinguono il colonnato della torre” che si arrampica per 25 metri di altezza, perfettamente conservata. E si arrampica in alto anche attraverso un gioco di specchi che passando per l’intercapedine della torre permette di vedere riflesse le architetture del campanile, dagli archi alle colonne.
“Neanche i vecchi bassanesi – dice Urbano Rosati – ne avevano più memoria. Nessuno di noi sapeva più che esistesse. E le ragioni che hanno spinto a inglobarla nella torre e del perché se ne sia persa memoria restano ancora un mistero. Ad esempio il campanaro che veniva a caricare l’orologio a mano su una scala di legno diceva sempre…‘ammazza quanto è largo il muro de sta torre!’. Il muro è di due metri, ma non perché fosse semplicemente resistente, come si credeva, ma perché una torre ne conteneva un’altra, come per le matrioske”.
All’interno della torre, in quello che una volta era il posto di guardia, si trova anche un museo dell’arte contadina con attrezzi, foto e testimonianze della cultura e del lavoro che caratterizzava il borgo di Bassano in Teverina fino al secolo scorso.
Una torre di Bassano è poi animata “perché risalendola – racconta Rosati – si notano alcune figure particolari. In prevalenza messaggi ai nemici che attraversavano la valle del Tevere. In particolare la scultura di una delle colonne della torre raffigura un uomo che dà il fondoschiena alla valle con i genitali in evidenza. Una scultura che diceva: cari nemici – battendosi il sedere – a noi non interessa se passate per la valle però non venite su per il borgo perché qui siamo forti e virili e potete trovare il padrone”.
La stessa valle dove nel 283 a.C. i romani sconfissero definitivamente Etruschi e Senoni a ridosso del lago Vladimone oggi quasi del tutto scomparso, imponendosi definitivamente su tutto il nord del Lazio. In questo posto inizia l’egemonia romana sulla Tuscia e tutto il resto del continente europeo.
Su una delle colonne della torre c’è anche una scultura “identica a un’altra che però si trova nella cripta della cattedrale di Lund in Svezia. E il legame tra le due sculture sono i maestri comacini che da Como lavorarono sia in Svezia che nella Tuscia”.
Infine, c’è un’altra scultura che ritrae un uomo che si toglie una spina, forse – racconta Rosati del gruppo archeologico bassanese – il pastorello Marzio inviato dai vitorchianesi ad avvertire i romani di un attacco in corso contro di loro da parte degli etruschi e che lungo il cammino si punse con una spina velenosa morendo subito dopo aver dato a Roma la notizia del nemico alle porte.
Quattro piani di torre medievale. Percorribili anche con l’ascensore ricavato all’interno del campanile. In cima alla torre si vede poi tutto quello che c’è attorno. La valle del Tevere che si apre verso le colline umbre, e sullo sfondo Orte, Giove e Amelia. Il borgo e la chiesa dell’Immacolata concezione, la prima a prendere questo nome dopo che Pio IX nel 1854 ne stabilì il dogma.
Dall’alto della torre si può vedere anche il palazzo voluto dal cardinale Marco Sittico Altemps nel XVI secolo diventato poi nel novecento la residenza del pittore statunitense Twombly. “Le sue opere – conclude Urbano Rosati indicando il palazzo dalla torre – sono esposte al Metropolitan museum e alcune di queste riportano come titolo Bassano in Teverina, perché sono state realizzate qui da noi”.
Daniele Camilli
a cura di Piattaforma 2.0
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