Viterbo – L’Anpi di Viterbo parteciperà alle celebrazioni promosse dal comune di Viterbo di concerto con l’istituto comprensivo Fantappié.
Ricorderemo davanti alle pietre d’inciampo della loro abitazione, al civico 19 di via della Verità , Emanuele Vittorio Anticoli, Letizia Anticoli, Bruno di Porto cioè la famiglia di italiani- viterbesi-ebrei (padre, figlia, marito di lei) che, ad opera dei fascisti e dei nazisti, furono deportati e assassinati nei campi di sterminio di Auschwitz e Mauthausen nel 1944.
Siamo consapevoli che il doveroso ricordo di quegli orrori avrà un senso profondo soltanto se saremo in grado di tradurlo in un insegnamento che possa di incidere sulle capacità di giudizio, sullo spirito critico, sui comportamenti dei cittadini di oggi.
Perché la memoria non è nulla se non incide sul nostro presente.
La nostra società è oggi attraversata da un profondo malessere, da paure, da insicurezze che molto spesso si traducono in cariche irrazionali di odio demagogicamente indirizzato verso facili bersagli, verso veri e propri “capri espiatori”, verso i “diversi” e i più deboli.
Esattamente come nel ventennio fascista quando tali paure, tali insicurezze, furono indirizzate verso gli ebrei, le sciagure del popolo dipendevano dalla presenza dei mostri ebrei.
Non è un caso se oggi può accadere di imbatterci in politici che senza pudore parlano di “razza bianca a rischio”. Altro che “lapsus”! Si tratta di veleno dolosamente iniettato nel corpo della società malata.
Ecco: noi vorremmo che la tragica storia degli italiani ebrei viterbesi servisse da monito per l’oggi. Che nel volto e nella vita, nei drammi di tanta povera gente che si aggira in mezzo a noi, ci fosse la capacità di riconoscere il volto, le sofferenze, le tragedie di Emanuele Vittorio Anticoli, di Letizia Anticoli, di Bruno Di Porto, per non ripetere quegli orrori.
Enrico Mezzetti
Presidente provinciale Anpi Viterbo
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