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Montalto di Castro - Alla sbarra due dipendenti del padre della presunta vittima

Violentata a 12 anni, operai accusati di pedofilia a processo

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Il tribunale di Civitavecchia

Il tribunale di Civitavecchia

 

L'avvocato Matteo Moriggi

L’avvocato Matteo Moriggi

Montalto di Castro – Violentata a 12 anni da due dipendenti del padre, presunti pedofili alla sbarra dopo cinque anni. 

Si tratta di due operai, per i quali è stato chiesto il rinvio a giudizio con l’accusa di violenza e atti sessuali aggravati alla vigilia di Natale per fatti risalenti al 2013.

Vittima una bambina, oggi 17enne, figlia di un imprenditore d’origine romena residente con la famiglia sul litorale, nel territorio del comune di Montalto di Castro.

Ci sono voluti cinque anni, una richiesta di archiviazione, un’opposizione, un doppio incidente probatorio e una perizia psicologica perché la minore venisse creduta”, spiega l’avvocato Matteo Moriggi, legale di parte civile, dal 2013 a fianco della famiglia. 

“Una battaglia legale che solo la tenacia dei familiari ha potuto portare avanti – sottolinea il legale – nonostante i momenti di amarezza e scoraggiamento, a fronte di decine e decine di udienze. Ma i genitori non hanno smesso un minuto di credere alla figlia, senza tralasciare nulla perché potesse avere giustizia”.

L’udienza preliminare inizierà fra qualche settimana presso il tribunale di Civitavecchia. Sono passati cinque anni da quando la dodicenne si sarebbe confidata con un’amica, raccontando di essere vittima di attenzioni a sfondo sessuale da parte dei due operai del padre. Accuse pesanti, ribadite ai genitori, che presentarono una denuncia-querela contro la coppia di dipendenti della ditta paterna, dei connazionali.

Una vicenda travagliata. Gli indagati finirono sotto inchiesta per violenza sessuale e anche per sfruttamento della prostituzione minorile perché, secondo l’accusa, oltre ad approfittare della minore, l’avrebbero anche ceduta a pagamento ad altri uomini.

Il fascicolo fu quindi assegnato alla Dda di Roma, competente per quest’ultimo reato. La procura distrettuale antimafia non avrebbe però trovato riscontri all’ipotesi di sfruttamento della prostituzione minorile, chiedendo l’archiviazione, cui si sono opposti i genitori della presunta vittima tramite l’avvocato Moriggi del foro di Viterbo.

Il caso è stato quindi riaperto, per la sola accusa di violenza sessuale su minore, presso il tribunale di Civitavecchia, con imputazione coatta degli indagati. Si è così arrivati all’inizio del 2017 quando, per cristallizzare i ricordi della vittima, è stato disposto l’incidente probatorio sulla minore che, nel frattempo sedicenne, avrebbe confermato gli abusi.  

Infine un ulteriore passaggio. Il tribunale ha disposto, sempre in sede di incidente probatorio, anche una perizia psicologica per stabilire l’attendibilità della presunta parte offesa e se fosse in grado di testimoniare. L’ultimo atto di una vicenda infinita che, alla vigilia di natale, ha dato ragione a quelle prime confidenze fatte cinque anni fa dalla dodicenne a un’amica e poi ai genitori.

I due operai, che nel frattempo si sarebbero volatilizzati facendo ritorno in patria, sono accusati di violenza e atti sessuali aggravati dalla minore età della vittima.

Silvana Cortignani

11 gennaio, 2018

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