Viterbo – La Macchina di Santa Rosa ferma per tre anni e i facchini in trincea a combattere durante la Prima Guerra Mondiale dal 1915 al 1917.
Ricorre quest’anno il centenario della ripresa del trasporto della Macchina di Santa Rosa dopo la drammatica parentesi della Prima Guerra mondiale. Un trasporto interrotto per tre anni, dal 1915 al 1917, e ripreso soltanto il 3 settembre del 1918 a due mesi dalla fine del conflitto mondiale.
Nel 1914, infatti, il comune di Viterbo aveva deciso di assegnare l’incarico per la progettazione e la costruzione della nuova Macchina di Santa Rosa all’artista Virgilio Papini. Purtroppo, con l’entrata in guerra dell’Italia, la festa di Santa Rosa venne soppressa il 27 luglio 1915.
Numerosi facchini furono chiamati alle armi e inviati al fronte a combattere. Durante la Prima Guerra Mondiale il Regio Decreto Legge n. 674 del 23 maggio 1915, in materia di pubblica sicurezza, aveva previsto il divieto di riunioni, cortei, processioni e assembramenti in luoghi pubblici. Di conseguenza il Consiglio Comunale di Viterbo, con deliberazione n. 62 dello stesso anno, all’unanimità decise di non celebrare le festività in onore di Santa Rosa destinando i soldi risparmiati al Fondo speciale per le esigenze belliche. Il trasporto della Macchina di Santa Rosa rimase sospeso per tre anni (dal 1915 al 1917) e riprese soltanto “nel 1918, quando ufficialmente la guerra non è ancora terminata – scrive Falcioni sul suo libro La Macchina di Santa Rosa.
Memoria, feste, curiosità, folclore, culto protagonisti – e sta bruciando le ultime vite umane. Alcuni ciuffi e alcune spallette sono ancora in trincea, ma anche per loro, alle 13 del 3 settembre inizia idealmente il ritiro e poi, con il cuore, sono presenti sotto la Macchina al momento della mossa”.
Per l’occasione l’Associazione Take Off, nell’ambito delle iniziative promosse per il Centenario della Grande Guerra, ha organizzato un annullo postale, che avrà luogo il 28 febbraio prossimo alle ore 10,30 presso il Palazzo dei Priori di Viterbo, con una cartolina dedicata al centenario della Grande Guerra e alla “Nuova e grandiosa Macchina di Santa Rosa – Autore del disegno e della costruzione l’artista Virgilio Papini” che sarebbe dovuta passare nel 1915 ma che, invece, è rimasta chiusa nel suo cantiere mentre numerosi facchini erano in trincea a combattere. A seguire, lo stesso giorno, ci saranno interventi sulla Grande Guerra e letture di testimonianze dirette del conflitto a cura dell’attore Valerio Razzano. Interventi pianistici del maestro Fabrizio Viti. Mostra fotografica documentaria a Viterbo nel Palazzo dei Priori sale Aurora e Paesaggi dal 23/2 al 25/4/2018.
Silvio Cappelli
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