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Viterbo - Massimo Fornicoli ricorda Elvia Viglino

“Era la mamma dei cani…”

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Elvia Viglino

Elvia Viglino

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Elvia Ricci Viglino la canara e gattara, così le piaceva definirsi gioiosamente, ci ha lasciati questa notte.

Quando una passione fondamentale vitale unisce si è più che amici, la nostra priorità erano gli animali tutti, ma un altro tratto del carattere ci univa: la franchezza spietata nel parlare con gli altri.

Elvia per età e storia personale può a rigore considerarsi la decana dell’animalismo vero puro nel viterbese, si occupava degli animali nel vero senso altissimo della parola, probabilmente da molto prima che sorgessero i vari rifugi…

Presiedeva una News Amici Animali, gestiva con la sua presenza costante al mattino il Canile rifugio di Bagnaia, la conoscevano davvero tutti, “mi sento la mamma dei cani” soleva dire, che qui hanno trovato una casa bellissima per la natura del luogo e per lo stare insieme ad altri cani nei recinti. Molti dimenticano che il cane è un animale sociale, non puoi costringerlo in un box da solo e diviso da una rete con un altro. Ha speso decenni della sua vita per questa nobile causa, a volte dimenticata, a volte sfruttata per ambizioni personali di persone poco affidabili tra cui dirigenti e politici spesso incapaci.

Certamente da sola, nonostante la tenacia che la contraddistingueva non avrebbe potuto costruire nulla, senza l’aiuto di tante amiche e veri amici, persone semplici e influenti che con lei hanno intrapreso una lunga battaglia contro il totale disinteresse verso cani i gatti e gli animali in generale. La gestione del canile ha comportato amarezze e talvolta problemi spinosi la cui risoluzione richiedeva persone esperte in questioni burocratiche oltre che pratiche.

Credo che nonostante l’impetuosità che spesso l’invadeva, di essere stata abbastanza equilibrata in questa sua passione, per esempio non ha mai criminalizzato i cacciatori, molti di loro addirittura riusciva a dissuaderli convincendoli a dedicarsi ad uno sport meno sanguinario. Purtroppo non era vegetariana, provò ad astenersi dalla carne ma dovette smettere perché stava malissimo, il suo medico glielo proibì ha assolutamente.

Era infine approdata alla conclusione che per aiutare davvero i nostri fratelli animali la passione da sola non basta e accanto all’amore occorre una seria preparazione e capacità a gestire i rapporti con le istituzioni che girano loro intorno, nell’assoluto disinteresse economico, dove prevalga, ed è fondamentale l’aspetto etico della questione che deve puntare onestamente al loro bene che sconfinava nel suo sogno realizzare il parco canile.
Un grande abbraccio grande amica mia.

Massimo Fornicoli


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16 febbraio, 2018

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