Bolsena – Cobalb, lavori di manutenzione del sistema di depurazione al via il 26 febbraio. “Lunedì, a due anni dall’appalto da due milioni di euro vinto dalla Luisiana Appalti srl di Artena, l’azienda di servizi romana aprirà il primo cantiere, alla stazione di sollevamento numero 1, che si trova in prossimità di Gradoli, nel territorio del comune di San Lorenzo Nuovo”, anticipa il direttore generale Massimo Pierangeli. Sabato 24 febbraio, invece, saranno pronti i nuovi quadri elettrici, il cui arrivo è previsto questo venerdì mattina. Fine lavori entro l’autunno.
Nel frattempo si scopre che il lago di Bolsena è “immune” dall’arsenico e che l’acqua è talmente buona che si potrebbe vendere.
Quale è la situazione?
“Non tutti se lo ricordano, probabilmente – afferma Pierangeli -. Ma il sistema di depurazione, negli anni ’80, è nato per fornire l’acqua a Roma, al posto dell’acquedotto del Peschiera-Capore, prima che la capitale si rifornisse dal lago di Bracciano. Era prevista una condotta che, passando da Orvieto, sarebbe dovuta correre parallela all’autostrada. Poi si oppose l’Umbria e non se ne fece più niente. Consideri che se il lago di Bracciano è profondo al massimo una sessantina di metri, quello di Bolsena arriva a 160 metri, per cui non ci sarebbero stati problemi di approvvigionamento”.
Se l’acqua del lago di Bolsena è così buona, verrà utilizzata per uso potabile dai comuni costieri?
“Macché. Gradoli, Valentano, San Lorenzo Nuovo e Capodimonte comprano l’acqua dall’ex Sit, dando soldi all’acquedotto del Fiora, che è in Toscana. A Viterbo, nel frattempo, abbiamo speso 30-40 milioni di euro per comprare i dearsenificatori, quando avremmo potuto ovviare al problema miscelando l’acqua dei pozzi artesiani con quella del lago di Bolsena, come sta facendo con successo il comune di Montefiascone, l’unico che abbia saputo cogliere l’occasione”.
Come mai ci sono voluti due anni e un mare di polemiche per far partire i lavori di manutenzione del collettore fognario circumlacuale?
“Premesso che noi a Viterbo siamo l’ultima ruota del carro, abbiamo pagato la latitanza delle istituzioni regionali. E mi riferisco non tanto ala politica, ma ai dirigenti, che essendo inamovibili… E’ dal 2009-2010 che sollecitiamo interventi sull’impianto, peccato che nel frattempo ci abbiano tolto i finanziamenti, lasciandoci ‘con una scarpa e una ciavatta’, costretti a utilizzare le poche risorse economiche disponibili come un buon padre di famiglia. L’avvio dei lavori, appaltati due anni fa, è stato ritardato da tutta una lunga serie di lungaggini burocratiche, tra cui la rivisitazione e l’aggiornamento del progetto, che era già vecchio di 5-6 anni”.
Quali sono i tempi previsti per il completamento dei lavori alle stazioni di sollevamento del collettore fognario circumlacuale?
“Per quanto riguarda le stazioni di sollevamento, la fine è prevista entro maggio. Si parte lunedì dalla numero uno, che gestisce le acque reflue dei comuni di Gradoli, San Lorenzo Nuovo e Grotte di Castro e poi via via tutte le altre”.
E per il completamento del depuratore?
“Entro settembre-ottobre. I tempi sono già stabiliti – un anno dalla consegna dei cantieri, avvenuta il 5 settembre 2017 – e saranno sicuramente rispettati”.
Per gli sversamenti di liquami nel lago di Bolsena, lei ha avuto guai giudiziari…
“Vero. Un procedimento è stato archiviato anni fa, mentre un altro, che riguarda presunti sversamenti nel fosso d’Arlena, nel territorio del comune di Bolsena, è in corso. Ma anche in questo caso, essendo il Cobalb una società per azioni, le eventuali responsabilità non sono del direttore generale, cioè mie, come ha già dimostrato, carte alla mano, il mio legale in dibattimento. Io sono un dipendente”.
Da quanti anni si trascinano i problemi di manutenzione del collettore del Cobalb, che raccoglie i reflui dei comuni che si affacciano sul lago di Bolsena?
“La manutenzione ordinaria è a carico dell’ex consorzio. Ma nell’ultimo decennio è mancata la manutenzione straordinaria. Gli ultimi fondi regionali risalgono al 2009 e servivano a pagare l’energia elettrica. Tanto per rendere l’idea, sul fronte elettricità siamo morosi per qualcosa come 3-4 milioni di euro”.
Oltre al debito milionario per l’energia elettrica, quali altre ricadute hanno avuto i mancati finanziamenti e le carenze di attenzioni da parte della Regione Lazio?
“Intanto è stato falcidiato il personale. Ai ‘tempi d’oro’ eravamo una decina. Ora siamo rimasti io e tre operai. Altri tre sono andati in pensione senza essere sostituiti, mentre ad altri due, che erano esterni, abbiamo dovuto rinunciare, non avendo i soldi per pagarli”.
Poi c’è la vicenda del mancato ingresso in Talete. Il Cobalb non è tra i fondatori?
“Esattamente, era il 2004 quando è stata fondata la Talete e noi c’eravamo. Il Cobalb, diventato Spa nel 2001, con tutti soci pubblici, compresa la Provincia, sarebbe dovuto transitare in Talete già da anni, come prevede la legge. Invece… contiamo di completare l’iter entro il 2018. Questo, per la società, dovrebbe essere l’anno delle grandi svolte”.
Silvana Cortignani
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