Viterbo – (g.f.) – Un matrimonio fuori dal comune…
Al momento non è possibile, le coppie che si uniscono col rito civile non hanno scelta. Fino a poco tempo fa la sala delle bandiere, oggi quella all’ex tribunale, dove è stato spostato l’ufficio anagrafe.
Per pronunciare il fatidico “lo voglio” opzioni non ce ne sono. I futuri aspiranti marito e moglie devono sperare che qualcun altro pronunci un inequivocabile sì. Il consiglio comunale.
Il presidente Marco Ciorba ha depositato un ordine del giorno con il quale chiede di autorizzare le celebrazioni di matrimonio col rito civile, fuori dalla casa comunale.
“L’obiettivo – spiega Ciorba nella richiesta – è offrire ai cittadini e a chi vuole celebrare matrimoni a Viterbo, l’opportunità di usufruire di sedi al di fuori del comune”. Felici gli sposini e e non solo.
“Si contribuisce a una maggiore conoscenza del patrimonio naturalistico e storico locale, con ricadute positive sull’economia”.
Per farlo, la giunta deve istituire sedi separate dello stato civile, oltre a verificare la disponibilità a mettere a disposizione siti rilevanti sotto il profilo storico, culturale o artistico, concedendo in comodato gratuito un locale per la funzione.
Locale che deve essere decoroso e adeguato all’utilizzo, oltre ad avere i requisiti previsti per legge. La cessione in comodato sarà per un periodo di tre anni rinnovabili. Chi mette a disposizione la struttura deve anche impegnarsi a promuovere turisticamente il comune di Viterbo, distribuendo materiale informativo su eventi istituzionali, anche attraverso social media.
Sarà il comune a stabilire le tariffe da applicare per l’uso dei locali.
“Attraverso quest’ordine del giorno – precisa Ciorba – non solo daremo un servizio in più ai cittadini, ma offriremo un servizio alle strutture ricettive turistiche della città, rendendole finalmente competitive nel ricco mercato del wedding tourism.
Un modo per rendere più appetibile la città di Viterbo nelle proposte dei wedding planner internazionali, che potranno offrire l’opportunità ai loro clienti di celebrare il matrimonio civile in strutture ricettive o in un sito di pregio culturale, storico o ambiente del nostro territorio. Basti pensare, attraverso un’intesa con il ministero dei Beni culturali, i riflessi positivi del poter celebrare unioni a villa Lante o magari a Ferento”.
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