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Viterbo - Silvana Cancellieri se ne deve andare di casa per uno sfratto e lancia un appello alle istituzioni - Al Carmine avvocati, ufficiale giudiziario, medico legale e polizia

“Aiutatemi a trovare una casa per mia figlia disabile al 100%”

di Daniele Camilli

Viterbo - Silvana Cancellieri

Viterbo – Silvana Cancellieri

Viterbo - Sfratto di madre e figlia al Carmine

Viterbo – Sfratto di madre e figlia al Carmine

Viterbo - Sfratto di madre e figlia al Carmine

Viterbo – Sfratto di madre e figlia al Carmine

Viterbo - Sfratto di madre e figlia al Carmine

Viterbo – Sfratto di madre e figlia al Carmine

Viterbo - Lo scooter di Jessica Spaghetti

Viterbo – Lo scooter di Jessica Spaghetti

Viterbo - Sfratto di madre e figlia al Carmine

Viterbo – Sfratto di madre e figlia al Carmine

Viterbo - L'avvocato Guido Conticelli

Viterbo – L’avvocato Guido Conticelli

Viterbo - Le titolari della società proprietaria dell'appartamento

Viterbo – Le titolari della società proprietaria dell’appartamento

Viterbo - L'avvocato Emanuele Barbacci

Viterbo – L’avvocato Emanuele Barbacci

Viterbo Gabriella Sensi di SOS Impresa

Viterbo Gabriella Sensi di SOS Impresa

Viterbo – “Aiutatemi a trovare una casa per mia figlia. Il 23 marzo dobbiamo andarcene, ci hanno sfrattato. Il 23 è l’ultima spiaggia e mia figlia è disabile al 100% e non sappiamo dove andare. Chiediamo che le istituzioni ci aiutino”.

Multimedia: Lo sfratto di madre e figlia al Carmine – Video

Carmine, Viterbo. Via Ioppi. Quartiere popolare alla periferia della città.

La signora che parla si chiama Silvana Cancellieri, ha 60 anni, è vedova ed è disoccupata. La figlia, Jessica Spaghetti ha 35 anni anni. Ha una malformazione al cuore da quando è nata, è diabetica e due anni fa ha scoperto di avere anche l’ipertensione polmonare arteriosa che la costringe a stare per quasi tutto il tempo in casa.

“Invalida civile al 100%”, ribadisce la madre. Quando ha scoperto la malattia, a 33 anni, Jessica faceva tutti i lavori possibili, l’ultimo presso un call center. Precaria anche lei.

“Se mia figlia ha una bronchite – precisa Silvana – va in crisi respiratoria. Possiamo anche andare via di qui e spostarci. Ma non sulla strada”.

Oggi Silvana Cancellieri e Jessica Spaghetti hanno ottenuto una proroga. Fino al 23 marzo, quando dovranno consegnare le chiavi in via definitiva. Una casa di circa 70 metri quadrati che si sviluppa lungo una specie di corridoio che fa anche da sala. Assieme a Silvana e Jessica, in casa c’è anche Gabriella Sensi di SOS Impresa.

“Silvana Cancellieri – spiega l’avvocato della signora, Guido Conticelli – si è vista contestare il mancato pagamento dell’affitto dalla proprietaria dell’appartamento, la società Sogepa”. “Una situazione che va avanti dal 2006”, dichiara l’avvocato della Sogepa, Emanuele Barbacci.

Fuori dalla porta, al civico 18, ci sono Polizia, proprietari dell’appartamento e avvocati. Lo sfratto è previsto per le 12, ora in cui arrivano ufficiale giudiziario e medico legale. Entrano in casa, fuori tutti gli altri, e parlano con la signora mentre il medico accerta le condizioni di Jessica.

“È già il mio secondo sfratto esecutivo con le forze dell’ordine. Il primo sfratto è del 26 giugno del 2010 e il giudice ha ordinato il mio rientro nel settembre del 2010. Sempre in questa casa. Mi mandano via per presunta morosità. Mia figlia è invalida civile al 100% con accompagno, con ossigineo, diabetica e non abbiamo un posto dove andare. Abbiamo anche fatto domanda per una casa popolare”.

Il Carmine è un quartiere popolare venuto su nel secondo dopoguerra alla periferia di Viterbo. Poco fuori le mura medievali di Pianoscarano, a qualche centinaio di metri da Porta Faul. Un quartiere operaio. Con tanto di fabbrica, per la produzione di farina. Molte le persone disoccupate. Famiglie colpite pesantemente dalla crisi, con gravi difficoltà economiche. Precari che fanno ogni tipo di lavoro. Accanto a loro famiglie di impiegati e militari.

“Viviamo con la pensione di reversibilità di mio marito – racconta Silvana Cancellieri – 500 euro al mese cui si sommano i 290 euro della pensione di invalidità di mia figlia”. In tutto 790 euro al mese per un affitto che ne richiederebbe 600. Silvana ha perso il marito nel dicembre del 2009. Si chiamava Cesare Spaghetti. Aveva 69 anni ed era un artigiano edile.

Dopo la morte del marito, Silvana, che prima faceva la casalinga, si è messa a lavorare come donna delle pulizie e badante. “Ho avuto due infarti – sottolinea la signora – Adesso non lavoro, perché non posso, devo aiutare mia figlia”.

“Mia figlia – prosegue Silvana Cancellieri – ha una malattia rara e ha sempre bisogno di ossigeno. Non può fare sforzi. Ha limitazioni nel camminare. Va subito in affanno, tant’è vero che la Asl le ha assegnato uno scooter elettrico per fare qualche passeggiata portandosi l’ossigeno a spalla con un trolley. Ed è molto pesante e faticoso, ma almeno in questo modo può avere un minimo di relazione sociale”.

Per il momento lo sfratto è stato rimandato di qualche settimana. Differimento dell’esecuzione. “Il medico legale – ha detto infine l’avvocato Barbacci – ha confermato che l’invalidità della ragazza non permette lo spostamento della persona, soprattutto perché non c’è un alloggio dove possono andare. Considerata la situazione abbiamo concesso un rinvio fino al 23 marzo per permettere alla famiglia di trovare un alloggio anche con l’aiuto delle istituzioni. E si sono impegnati a lasciarci le chiavi spontaneamente”.

“Abbiamo trovato un accordo e vediamo quello che possiamo fare – ha aggiunto Silvana Cancellieri – Abbiamo fatto richiesta per una casa popolare. Aspettiamo ora i servizi sociali con la speranza che ci diano un alloggio. Purtroppo la situazione non è finita. Ma io non mollo. Vado avanti fino in fondo”.

Daniele Camilli


 – Sfrattate madre e figlia disabile

9 marzo, 2018

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