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Bassano in Teverina, la città invisibile - Lo scrittore e regista Italo Moscati ha visitato il paese col sindaco Alessandro Romoli – Nel pomeriggio ha poi parlato di cinema e raccontato la sua storia intervistato dal direttore di Tusciaweb Carlo Galeotti

“Bassano in Teverina è un borgo meraviglioso… ”

di Daniele Camilli

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Italo Moscati a Bassano in Teverina

Italo Moscati a Bassano in Teverina

Carlo Galeotti, Italo Moscati, Alessandro Romoli

Carlo Galeotti, Italo Moscati, Alessandro Romoli

Carlo Galeotti e Italo Moscati

Carlo Galeotti e Italo Moscati

Carlo Galeotti e Italo Moscati

Carlo Galeotti e Italo Moscati

Italo Moscati, Alessandro Romoli

Italo Moscati, Alessandro Romoli

Italo Moscati

Italo Moscati

Carlo Galeotti

Carlo Galeotti

Alessandro Romoli

Alessandro Romoli

Italo Moscati a Bassano in Teverina - Il pubblico

Italo Moscati a Bassano in Teverina – Il pubblico

Bassano in Teverina – “Bassano in Teverina è una città meravigliosa”. Parola di Italo Moscati, regista e scrittore, che domenica a Bassano in Teverina ha parlato di cinema. E di cinema se ne intende. Col direttore di Tusciaweb Carlo Galeotti e il sindaco della città Alessandro Romoli. Con Hitchcock, Pasolini, Sergio Leone e Anna Magnani protagonisti.

Fotogallery: Italo Moscati a Bassano in Teverina

Un incontro organizzato per la rassegna “Bassano in Teverina, la città invisibile”, iniziativa voluta da Romoli per valorizzare il territorio, il primo appuntamento di “Incontri d’autore”. In collaborazione con Tusciaweb. Altri ne seguiranno a breve.

“Le mura di Bassano in Teverina – ha scritto Italo Moscati sulla sua pagina Facebook – sono bellissime ma anche gli interni delle case, chiese, torri, giardini, vallate, gente generosa. In questo scenario, nel comune, il sindaco Alessandro Romoli e il vicesindaco Romolo Villa, con Carlo Galeotti direttore Tusciaweb, mi hanno accolto tutti insieme agli abitanti di Bassano. Abbiamo parlato e visto molto cinema, Fellini, Sergio Leone e anche tante cose mie: filmati e libri sulla Garbo, Hitchcock, Pasolini, Liliana Cavani, Anna Magnani”.

L’incontro di domenica a Bassano ha fatto il pienone. Sala matrimoni del comune sold out. Ai piedi della Torre animata della città, visitata da Moscati, assieme a tutto quanto il borgo. “Un borgo cinematografico”, così lo ha definito Moscati.

“Splendida la torre”, ha aggiunto. La torre dell’orologio del cinquecento che al suo interno ne contiene una del 1100 scoperta però nel 1989. E nessuno prima ne sapeva niente. Come se la storia se la fosse ingiottita per poi mostrarla di nuovo all’improvviso con le sue figure difficili ancora da decifrare, scolpite nel peperino delle colonne che per una trentina di metri in altezza accompagnano la torre nascosta nel ventre d’un’altra.

Italo Moscati tiene a battesimo un borgo che vuole raccontare la sua storia e portare tutti a vedere tutto ciò che ha da offrire. Dalla Torre dentro la torre al borgo medievale del regista Mario Castellacci e dell’artista americano Edwin Parker Twombly. Al lago Vadimone dove i romani sconfissero gli etruschi. Per sempre.

E Moscati ha promesso di farsene ambasciatore. Regista e scrittore. Tra i più importanti di sempre. I suoi documentari hanno raccontato il dietro le quinte di un intero Paese. La storia fatta di piccoli passi avvolti dalle immagini che, soprattutto con il cinema, irrompono nella società e nella storia dell’uomo in generale con un impatto talmente tanto dirompente che da quel momento nulla sarà mai più come prima.

Italo Moscati coglie tutto questo e lo ha raccontato, assieme alla storia del cinema e di chi lo ha fatto e caratterizzato. Storie di registi e di uomini, di donne e attrici.

Le vicende personali di Fellini. Pasolini e la Callas. In Medea, uno dei suoi film più belli. Straziante, come i personaggi dei western di Sergio Leone. Pistole in mano e un far west simile alla sierra maestra della guerriglia della rivoluzione cubana.

“Lo scopo – ha poi aggiunto Moscati sempre nel suo post su Facebook – era quello di inserire nell’ambiente molto bello, in cerca di futuro, temi e riferimenti storici che legassero al mondo delle immagini e della fantasia spazi ed emozioni che solo il grande cinema può garantire. Si è creata una bellissima atmosfera.

È stata una visita densa e piacevole. Ringrazio tutti gli abitanti che sono stati molto attenti a tutto – ha infine concluso Italo Moscati – e anch’io sono stato attento a legare Hollywood e Cinecittà con pietre cariche di vita e di storia. Posso solo ringraziare tutti, in particolare Valeria Conticiani che ha pensato, organizzato, creato simpatia”.

Daniele Camilli

13 marzo, 2018

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