Gamboni-infissi-infissi-nov-2017

--

--

Tutankhamon-560x80

    Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • Wikio IT
    • YahooMyWeb
    • MySpace
    • Y!GG
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Tragedia a Montalto di Castro - Intervista alla guardia dell'istituto di vigilanza Marcoccia - Tra i primi soccorritori, racconta i drammatici istanti subito dopo l'esplosione della villetta

“Beatrice aveva i capelli e la pelle bruciati, il fidanzato era sommerso dalle macerie”

di Raffaele Strocchia

Montalto di Castro - La villetta distrutta a Torre di Maremma

Montalto di Castro – La villetta distrutta a Torre di Maremma

Montalto di Castro - L'appartamento distrutto a Torre di Maremma

Montalto di Castro – L’appartamento distrutto a Torre di Maremma

Montalto di Castro - La villetta distrutta a Torre di Maremma

Montalto di Castro – La villetta distrutta a Torre di Maremma

Montalto di Castro - L'appartamento distrutto a Torre di Maremma

Montalto di Castro – L’appartamento distrutto a Torre di Maremma

Montalto di Castro - La villetta esplosa a Torre di Maremma

Montalto di Castro – La villetta esplosa a Torre di Maremma

Montalto di Castro – “Il boato, terrificante. Poi le fiamme e il fumo. Beatrice che corre in strada, urlando disperata e in preda al panico. Era vestita solo di un lenzuolo bianco, e aveva i capelli e la pelle bruciati. Cercava il fidanzato, scaraventato a più di venti metri dalla villetta e sommerso da un cumulo di macerie”. Nel racconto di Stanislao Baldassarre, responsabile provinciale dell’istituto di vigilanza privata Marcoccia, gli istanti subito dopo la deflagrazione che ha sventrato e fatto saltare in aria quell’abitazione su due piani nel cuore di Torre di Maremma. L’esplosione è costata la vita al 26enne Walid Elsayed. Di origini egiziane, viveva nella Capitale. Come la fidanzata Beatrice Meduri, 24 anni, che addosso porta i segni di quella notte. Metà del suo corpo è ustionato, ed è ricoverata nel reparto di rianimazione del Sant’Eugenio di Roma in coma farmacologico.

Stanislao Baldassarre era tra i primi soccorritori. Tra i primi ad arrivare difronte a quell’ammasso di pietre che era diventato il civico 39, una villetta a schiera del comprensorio 9 di quella località turistica a pochi chilometri dal mare di Montalto e a soli cinquecento metri dall’Aurelia. Più di ottocento famiglie, per lo più romane, trascorrono a Torre di Maremma le estati, o i giorni di festa, o i weekend. E le loro case, durante l’anno, vengono sorvegliate 24 ore su 24 dalle guardie dell’istituto di vigilanza privata Marcoccia.

Baldassarre, è stato un suo collega ad allertarla. Cosa le ha detto?
“Mi ha chiamato poco dopo l’1 della notte tra venerdì e sabato. Mi ha raccontato di aver sentito un forte boato provenire da non più di cinquanta metri dalla postazione fissa che abbiamo nel residence. È salito sull’auto di servizio e ha iniziato a girare per i tredici villaggi di Torre di Maremma, fino a quando non si è imbattuto in una colonna di fuoco e fumo che si levava in aria e che proveniva da una delle villette del comprensorio. Era la numero 39, nel comparto 9. C’era stata un’esplosione, che ha sventrato l’abitazione riducendola a un cumulo di macerie. Poi l’incendio e la strage”.

Il suo collega quando si è accorto che in quella casa c’erano due giovani?
“Subito, perché dal secondo piano è scesa una ragazza. È corsa in strada, urlando e piangendo disperata e in preda al panico. Era vestita solo di un lenzuolo bianco, o comunque indossava qualcosa di chiaro. Aveva i capelli e la pelle bruciati, e la guardia ha subito chiamato i carabinieri, il 118 e i vigili del fuoco”.

Beatrice urlava. Cosa diceva?
“Gridava aiuto per il suo fidanzato. ‘Il mio fidanzato, il mio fidanzato – ripeteva -. Andate a salvarlo’. Confusa e sotto shock ha anche provato a raccontare cosa fosse successo. Ha prima detto che stavano cucinando della pasta. Poi che erano a letto, che hanno iniziato a sentire freddo e che il ragazzo è sceso al piano inferiore per controllare il riscaldamento o la stufa mentre lei è rimasta in camera. Infine, c’è stata l’esplosione”.

E Walid dove era?
“Sotto le macerie, sommerso da pietre e calcinacci. Ad almeno venti metri dalla villetta, perché l’onda d’urto l’ha scaraventato dal piano inferiore al centro della strada. Il mio collega, dopo aver accesso la torcia, lo ha individuato grazie alle gambe. L’unica parte del suo corpo che usciva da quell’ammasso di sassi e mattoni. Ha provato a liberarlo, scavando a mani nude. Il ragazzo non era cosciente, ma respirava ancora”.

Baldassarre, lei a che ora è arrivato sul luogo della tragedia? E cosa è stata la prima cosa a cui ha pensato?
“Ero a Torre di Maremma un quarto d’ora dopo l’una, giunto in contemporanea con i carabinieri e il 118. I medici hanno fatto il possibile, nel minor tempo possibile, per salvare la vita al giovane. Ma non c’è stato nulla da fare. Aveva le braccia e le gambe spezzate, e dei buchi sul petto e nella gola. È morto dopo dieci, quindici minuti di agonia.
Quando sono arrivato davanti alla villetta ho visto uno scenario apocalittico. Come se ci fosse stato un forte terremoto, perché il tetto dell’abitazione era saltato in aria e gli infissi erano finiti sulla casa di fronte. A trenta metri di distanza. Ho subito pensato alla deflagrazione di una bombola, ma abbiamo poi scoperto che era esploso un intero appartamento. Si era prima riempito di gas, e poi l’accensione di un accendino o di un interruttore ha fatto il resto. Quelle case sono piccole, 30\40 metri quadrati, e purtroppo non ci vogliono molte ore affinché si saturino completamente”.

Walid ha perso subito conoscenza, e Beatrice?
“È rimasta sempre cosciente, almeno finché l’ambulanza non l’ha portata al campo sportivo di Montalto di Castro, dove si è poi alzato in volo l’elisoccorso per il Sant’Eugenio. Ma quella notte non si è mai resa conto che il fidanzato fosse stato sommerso dalle macerie, né sa che lì sotto è morto”.

L’esplosione ha anche provocato un incendio…
“Sì, le fiamme e il fumo erano altissimi. I pompieri hanno impiegato quasi un’ora per spegnere il fuoco, ma sono rimasti a Torre di Maremma fino all’alba per poi tornare alle nove di mattina. Domato l’incendio, hanno proceduto con i sopralluoghi. Hanno controllato le case vicine alla villetta saltata in aria, per scongiurare crolli o altre perdite di gas. Hanno controllato fin dentro i tombini, per poi dichiarare inagibili altri tre stabili che avevano crepe, lesioni e addirittura il tetto sollevato. È crollata anche la parete che divideva la villetta 39 dalla 42, che si trova alle sue spalle”.

Raffaele Strocchia

13 marzo, 2018

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564Informativa GDPR

Ciminauto -1036x80-16-10-18-OK