Montefiascone – Fausto Menghini è tornato a casa. A Montefiascone, dove era conosciuto e ben voluto da tutti.
La salma del camionista morto in un incidente sul lavoro nel Mantovano dopo essere precipitato dal rimorchio del camion è stata restituita ai familiari all’esito dell’autopsia. È stata eseguita ieri, e servirà agli inquirenti per sciogliere tutti i dubbi sulla tragedia. Non è escluso che il 51enne sia piombato al suolo dopo un volo di oltre due metri a causa di un malore improvviso.
Oggi verrà aperta la camera ardente nella chiesa di sant’Andrea, mentre domani alle 16 verranno celebrati i funerali nella chiesa di san Flaviano a Montefiascone. E in tanti si stringeranno al dolore lancinante della moglie Letizia, dei figli Gabriele ed Eleonora e del fratello Renzo che con Fausto aveva fondato una società di trasporti.
È quasi l’ora di pranzo di martedì 20 marzo. Fausto ha appena finito di stivare il mais nel camion quando sta per stendere e agganciare il telone sul carico. Ma per cause ancora d’accertare, precipita dal rimorchio e sbatte il volto e la testa sul cemento. Un volo di oltre due metri, che gli è stato fatale.
L’incidente mortale sul lavoro in un’azienda di stoccaggio e commercio di cereali a Villa Poma, nel Mantovano, poco prima che Fausto ripartisse con il suo camion. In serata sarebbe dovuto rientrare a Montefiascone. Della tragedia non ci sarebbero testimoni. Il camionista sarebbe stato trovato già senza vita da un dipendente dell’azienda poco dopo la caduta. E nonostante i tentativi di soccorso, non c’è stato nulla da fare. Fausto sarebbe morto sul colpo.
Sul posto si sono precipitati i carabinieri e gli ispettori della medicina del lavoro, che dopo i rilievi e primi accertamenti stanno conducendo le indagini coordinate dalla procura.
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