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Tragedia a Montalto - Esplode villetta - Disperato, parla il padre della 24enne gravemente ferita: "Non so cosa sia successo, in quella casa il gas non c'è" - L'amministratore di Torre di Maremma: "Raccolta fondi per le famiglie delle vittime"

“Mia figlia è in fin di vita”

di Raffaele Strocchia

Montalto di Castro - L'appartamento distrutto a Torre di Maremma

Montalto di Castro – L’appartamento distrutto a Torre di Maremma

Montalto di Castro - La villetta esplosa a Torre di Maremma

Montalto di Castro – La villetta esplosa a Torre di Maremma

Montalto di Castro - L'appartamento distrutto a Torre di Maremma

Montalto di Castro – L’appartamento distrutto a Torre di Maremma

Montalto di Castro - La villetta subito dopo l'esplosione

Montalto di Castro – La villetta subito dopo l’esplosione

Montalto di Castro - La villetta subito dopo l'esplosione

Montalto di Castro – La villetta subito dopo l’esplosione

Montalto di Castro – Non riescono a darsi pace i genitori di Beatrice Meduri. Ventiquattro anni, è in un letto del reparto di rianimazione del Sant’Eugenio di Roma da sabato notte. Da quando l’elisoccorso del 118, atterrato nel campo sportivo Martelli di Montalto di Castro, l’ha trasportata d’urgenza nell’ospedale della Capitale.


Multimedia: Gallery: Esplode villetta 1  – Esplode villetta 2 –  video


Poco prima, intorno all’una, una violenta esplosione ha sventrato il villino in cui Beatrice si trovava con il fidanzato Walid Elsayed. L’onda d’urto ha scaraventato lui, 26enne romano ma di origini egiziane, in giardino. È morto dopo interminabili minuti di agonia sotto il peso delle macerie del civico 39 del comprensorio 9 di Torre di Maremma, località turistica a Montalto di Castro.

Nonostante la deflagrazione Beatrice è invece rimasta cosciente, seppur gravemente ferita. Disperata e straziata ha iniziato a urlare e a cercare subito il suo Walid, facendosi largo tra quell’ammasso di pietre, mura e calcinacci, fumo e fuoco. Con il 50% del corpo ustionato, è ora in coma farmacologico nel reparto di rianimazione del Sant’Eugenio. “I medici non si sono ancora pronunciati – dice il padre -, ma mia figlia sta male. Sta malissimo. È in fin di vita, ecco l’espressione esatta”.

Sono stati dei vicini, svegliati di soprassalto nel cuore della notte da quell’esplosione avvertita anche a chilometri e chilometri di distanza, i primi a precipitarsi davanti ai resti del civico 39. E sotto ai loro occhi si è aperto uno scenario apocalittico e raccapricciante. Walid, in giardino, sommerso dal cumulo di macerie. E Beatrice, che da quelle macerie usciva. Ferita e sotto shock. Poi sono arrivati i soccorritori, con una guardia dell’istituto di vigilanza Marcoccia in testa. E in una manciata di minuti il complesso Torre di Maremma si è illuminato con i lampeggianti dei mezzi di soccorso e si è riempito di carabinieri, medici, vigili del fuoco, agenti di polizia locale e del commissariato di Tarquinia.

I pompieri hanno lottato per tutta la notte contro le fiamme che si erano propagate. Per poi procedere al sopralluogo e alla verifica delle abitazioni vicine al villino saltato in aria. Di proprietà dei genitori di Beatrice, è ora sotto sequestro. E lo rimarrà finché i carabinieri di Tuscania e i vigili del fuoco, che stanno conducendo le indagini coordinate dalla pm della procura di Civitavecchia Alessandra d’Amore, non avranno terminato tutti gli accertamenti. Ma secondo una prima ricostruzione, la deflagrazione sarebbe stata causata da una fuga di gas. Eppure tutte le ipotesi sono ancora al vaglio degli inquirenti, che non vogliono lasciare nulla al caso. “Non si sa cosa sia successo – chiarisce il papà di Beatrice -. Non si è capito ancora niente, anche perché in quella casa l’impianto a gas non c’è”.

Il perché della tragedia non riesce a spiegarlo neppure l’amministratore di Torre di Maremma. “Ogni villetta – sottolinea Giuseppe Nicola Parretta – è dotata di un certificato di agibilità, rilasciato dal comune dopo la realizzazione dell’immobile. Poi, periodicamente, i proprietari degli stabili fanno controllare i vari impianti”.

Torre di Maremma è un comprensorio turistico in località Murelle, a pochissimi chilometri da Montalto Marina e a soli cinquecento metri dall’Aurelia. E oltre ottocento famiglie, per lo più romane, hanno scelto quelle villette a schiera come case vacanza. Un luogo di villeggiatura per trascorrere la stagione estiva, i giorni di festa o i fine settimana. Come il weekend d’amore che stavano passando Beatrice e Walid, ma che si è poi trasformato in un dramma. “I consorziati – racconta l’amministratore Parretta, che oggi dovrebbe recarsi sul posto per un sopralluogo – si conoscono tutti. E con gli anni, in molti casi, le conoscenze si sono trasformate in rapporti di amicizia e frequentazione. Tutta la comunità, che dalla notte della tragedia non ha fatto mancare la propria assistenza e vicinanza alle famiglie di Beatrice e Walid, è addolorata. Ora farà il possibile per continuare ad aiutare e a sostenere i loro genitori, come istituire una raccolta fondi”.

La famiglia Meduri, proprietaria della villetta saltata in aria, da oltre diciotto anni si reca a Montalto per le vacanze. E ai genitori di Beatrice e Walid si è stretto anche il sindaco Sergio Caci, nel giorno dei santi patrono Quirino e Candido. “Esprimo le mie più sentite condoglianze alla famiglia del ragazzo che purtroppo non ce l’ha fatta. Tutta la nostra comunità si stringe intorno a loro. Auguri di pronta guarigione alla ragazza ricoverata in ospedale. Ringrazio i soccorritori subito accorsi sul posto”.

Raffaele Strocchia

12 marzo, 2018

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