Orte – Le chiese delle nove confraternite di Orte, come ogni anno in prossimità della Pasqua, brulicano di fedeli che preparano la processione del Venerdì Santo.
Il corteo ortano in ricordo della crocifissione di Gesù affonda le sue origini nel buio del Medioevo e, sebbene non sia possibile risalire con certezza alla prima edizione, numerosi esperti la ritengono la processione del Cristo Morto più antica d’Italia.
Secondo alcuni documenti, a metà del 1100 era già attiva a Orte la confraternita di Santa Croce. Poiché una confraternita si costituisce su autorizzazione papale per divulgare gli insegnamenti del cristianesimo attraverso opere sociali e religiose, è facile presumere che la processione del Venerdì Santo sia stata una delle primissime attività promosse dall’ente.
Accanto a Santa Croce, la più antica ad aver lasciato tracce concrete, altre confraternite si sono costituite sul territorio ortano nel corso dei secoli. Alcune non esistono più, altre si sono estinte e poi ricostituite, mentre altre ancora sono nate in epoca recente.
L’assetto attuale della processione vede protagoniste nove confraternite, sette delle quali sono composte da uomini e una da donne. La nona, il Santissimo Sacramento, è riservata solo al rettore e al camerlengo generale delle confraternite riunite: anticamente radunava i ceti nobili della città e questo carattere esclusivo si è tramandato, con i dovuti correttivi, anche all’era moderna.
Tutto il rito della processione vive su una simbologia fortissima, applicata a ogni singolo elemento. Dai vestiti dei confratelli all’ordine della sfilata, passando per i momenti che si consumano durante l’evento, niente è lasciato al caso.
Ogni confraternita veste tuniche o mantelline di colori diversi, per indicare le caratteristiche di ciascun gruppo. Ad esempio c’è la confraternita dei contadini di sant’Antonio che indossa una mantellina marrone, colore della terra. Oppure c’è il grigio di san Pietro, simbolo della tela grezza degli ordini mendicanti.
La processione accompagna la bara del Cristo Morto e la statua della Madonna piangente nel giro per le vie di Orte, tenute volutamente al buio per lasciare che solo le fiaccole dei figuranti illuminino la via. Gli unici confratelli autorizzati a sfilare a volto scoperto sono coloro che trasportano le statue, per evidenti ragioni di sicurezza; tutti gli altri procedono indossando un cappuccio.
Alcuni confratelli, in segno di particolare penitenza, percorrono il corteo scalzi, in catene e con una croce in spalla. Gli altri li accompagnano con le torce. La bara di Cristo e la statua della Madonna sono trasportate esclusivamente dai confratelli di Santa Croce, che le conservano tutto l’anno nella loro sede, all’interno della chiesa di sant’Agostino.
La processione, come di consueto, parte alle 21,30. Non c’è stata guerra o calamità che l’abbia mai fermata e c’è da credere, per la forza attrattiva che ancora oggi esercita sugli ortani, che niente potrà fermarla mai.
Alessandro Castellani
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