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Operazione Giardinetti - Ai giudici del tribunale per i minori di Roma avrebbero detto: "Abbiamo sbagliato"

Servizi sociali e perdono giudiziale per i baby pusher di Montefiascone

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Montefiascone - Le immagini realizzate ed elaborate dai carabinieri dell'operazione Giardinetti

Montefiascone – Le immagini realizzate ed elaborate dai carabinieri dell’operazione Giardinetti

Montefiascone - Le immagini realizzate ed elaborate dai carabinieri dell'operazione Giardinetti

Montefiascone – Le immagini realizzate ed elaborate dai carabinieri dell’operazione Giardinetti

Montefiascone - Le immagini realizzate ed elaborate dai carabinieri dell'operazione Giardinetti

Montefiascone – Le immagini realizzate ed elaborate dai carabinieri dell’operazione Giardinetti

Montefiascone – Perdono giudiziale, ovvero estinzione del reato, per le due baby pusher minorenni di Montefiascone: “Abbiamo sbagliato e lo abbiamo capito”, avrebbero detto le due ragazzine, all’epoca dei fatti di 16 e 17 anni, a giudici del tribunale per i minori di Roma. Affidamento in prova invece per un giovanissimo, anche lui minorenne all’epoca dei fatti. Ancora da definire, infine, la posizione di un quarto indagato, pure lui nemmeno maggiorenne all’epoca dei fatti.

I quattro, che avrebbero spacciato hashish e marijuana ai loro coetanei nel parco di Montefiascone, sono residenti tra Viterbo e alcuni paesi della provincia. E le due ragazze sono difese dagli avvocati Paolo Delle Monache e Samuele De Santis.

È l’operazione Giardinetti. Il nome deriva dal luogo in cui avveniva l’attività: ovvero il parco comunale nel centro storico di Montefiascone, a 150 metri dalle scuole elementari. Le indagini dei carabinieri del Norm di Montefiascone scattano a settembre 2016. I militari documentano lo spaccio tramite delle telecamere nascoste. I baby pusher avrebbero incontrato i clienti, nella maggior parte dei casi anche loro minorenni, sulla scalinata che collega le due aree dei giardini. Lo spaccio sarebbe avvenuto quotidianamente, dal primo pomeriggio fino a notte inoltrata.

La droga, celata in piante e cespugli e nei luoghi più nascosti del parco, sarebbe stata confezionata e consumata sul momento: nella maggior parte dei casi gli assuntori avrebbero fumato gli spinelli subito dopo averli acquistati, così da rendere vano qualsiasi controllo all’uscita dai giardini. Cessioni, preparazione e consumo sarebbero avvenuti anche in presenza di bambini. In due filmati si vedono due bimbi di dieci anni intenti a osservare lo spaccio mentre giocano nel parco, uno con il monopattino e l’altro su una bicicletta.

Le indagini sono state coordinate sia dal sostituto procuratore viterbese Paola Conti, che da quello della capitale Gaetano Postiglione. La pm Conti si è occupata degli spacciatori maggiorenni – quattro 20enni finiti ai domiciliari il 24 marzo scorso -; il pm Postiglione di quelli minorenni.


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21 marzo, 2018

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