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Spettacolo - Bassano Romano pronta ad accogliere Fabrizio Frizzi, che riposerà nella cappella di famiglia accanto alla mamma e al papà - Ieri sera la fiaccolata per le vie del paese

“Verremo a trovarti, ti porteremo i fiori, sarai vicino a noi”

di Raffaele Strocchia
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Bassano Romano ricorda e omaggia Fabrizio Frizzi

Bassano Romano ricorda e omaggia Fabrizio Frizzi

Fabrizio Frizzi a Bassano Romano

Fabrizio Frizzi a Bassano Romano

Bassano Romano – Il volto sorridente di Fabrizio Frizzi è in tutte le strade e le piazze di Bassano Romano. “Ciao Fabrizio, la nostra comunità ti abbraccia”, si legge su dei manifesti dallo sfondo blu come il cielo della notte. E ieri notte Bassano, quel borgo arroccato nel tufo e incastonato tra i laghi di Vico e di Bracciano dove Frizzi era cresciuto, è stato illuminato da centinaia di fiammelle. Quelle delle fiaccole che i suoi “amici di Bassano”, come lui sempre li definiva, hanno stretto tra le mani portandole in processione per il paese.

Un omaggio, dal silenzio surreale, partito alle 21 dalla chiesa di san Gratiliano, che di Bassano ne è il patrono e che Frizzi tanto venerava. Come la Madonna della Pietà. “Porto nel cuore la sua immagine accogliente”, non dimenticava di sottolineare ogni qualvolta ricordava le sue origini. Perché Frizzi, nato nella Capitale il 5 febbraio di sessant’anni fa, arriva a Bassano quando ha solo dodici anni. “I miei si erano innamorati e avevano comprato quella che sarebbe diventata la casa dei loro sogni”. E da allora lo scambio di vita con i bassanesi è stato continuo. Perché Frizzi a Bassano si sentiva di casa, uno di famiglia. Tanto da voler sposare lì, nella casa dei sogni dei suoi genitori, la sua prima moglie. Rita Dalla Chiesa. Tanto da aver espressamente chiesto di riposare lì, per sempre. Nella cappella di famiglia, nel cimitero di Bassano. Accanto alla mamma e al papà. Una volontà condivisa dalla moglie Carlotta e dal fratello Fabio. E il feretro di Frizzi arriverà nel pomeriggio, dopo i funerali nella chiesa degli artisti in piazza del Popolo a Roma.

Un intero paese, cinquemila anime, lo stanno aspettando. “Il tuo paese ti accoglie con orgoglio”, si sente ripetere. “Grazie Fabrizio per l’affetto che ci hai sempre dimostrato. Torni a casa e sarai vicino a noi. Verremo a farti visita, verremo a trovarti. Ti porteremo i fiori”, dice chi di Frizzi ha decine di ricordi. I ricordi soprattutto di un Frizzi bambino. Che in pantaloncini e calzettoni corre per il paese in sella alla sua bici. Che per ore resta attaccato alla cornetta del telefono pubblico del bar di piazza Umberto I.

Ricordi di ieri, ma anche di oggi. Perché Frizzi a Bassano tornava spesso. Spessissimo. L’ultima volta solo qualche mese fa, quando ha presentato uno spettacolo in piazza (“In quegli spettacoli metteva tanta cura e tanta passione – ricordano i suoi amici bassanesi -, come se fossero destinati al pubblico televisivo”) e quando, per l’ultima volta, ha suonato la tastiera negli Oceano Rex, storica band di Bassano da lui fondata.

Forte era il legame pure con il sindaco Emanuele Maggi, anche se a dividerli c’erano trent’anni di età. “Lo ricordo per la grande umiltà, l’educazione, il garbo, la simpatia. Una persona gentile, che sapeva farsi voler bene. Cresciuto nel nostro paese, non ha mai dimenticato le amicizie di gioventù. È rimasto legato alle nostre tradizioni, alla gente, ai luoghi. Sempre sorridente, pronto a scambiare saluti e abbracci con le persone che gli mostravano affetto ogni qualvolta veniva a trovarci. Poco più di un anno fa, durante una chiacchierata nel mio ufficio, eravamo finiti a parlare di progetti suoi professionali e di un’iniziativa di raccolta fondi che la comunità di Bassano Romano stava facendo per dotare le nostre scuole elementari di nuove lavagne multimediali. In maniera assolutamente spontanea, intervenendo, disse: ‘Una la vorrei donare io’. E così fu. Una grande persona che, nonostante il successo e la popolarità, ha sempre mantenuto ciò che di più bello possa esserci nelle persone: il senso di umanità”.

E ora mette i brividi l’ultimo messaggio che il sindaco e Frizzi si sono scambiati. Solo un mese fa, dopo quel malore che lo aveva colpito e che per mesi lo aveva costretto lontano dalla tv. “Ora sto un po’ meglio e spero di guarire”, scriveva. Ma nella notte tra domenica e lunedì un’emorragia cerebrale se lo è portato via. E ora di Frizzi, a Bassano come in tutta Italia, resta il ricordo di un amico comune, buono, perbene, elegante. Dall’allegria naturale e contagiosa. Dai modi educati, e sempre fedele a quella umana leggerezza che lo hanno fatto amare da tutti e nel cuore di tutti entrare.

Raffaele Strocchia


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28 marzo, 2018

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