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Soriano nel Cimino - Intervista al commissario dell'Ater Ivan Grazini dopo il crollo di Chia, il paese di Pier Paolo Pasolini

“Abbiamo risposto subito all’emergenza, adesso il borgo va recuperato”

di Daniele Camilli

Viterbo - Il commissario dell'Ater Ivan Grazini

Viterbo – Il commissario dell’Ater Ivan Grazini

Soriano nel Cimino, Chia - Crolla il paese di Pasolini

Soriano nel Cimino, Chia – Crolla il paese di Pasolini

Soriano nel Cimino, Chia - Una delle case colpite dal crollo

Soriano nel Cimino, Chia – Una delle case colpite dal crollo

Soriano nel Cimino, Chia - Ciò che resta del muro crollato

Soriano nel Cimino, Chia – Ciò che resta del muro crollato

Soriano nel Cimino, Chia - Ciò che resta del muro crollato

Soriano nel Cimino, Chia – Ciò che resta del muro crollato

Chia - Il crollo nel centro storico

Chia – Il crollo nel centro storico

Paura a Chia - Crollo nel centro storico

Paura a Chia – Crollo nel centro storico

Viterbo - Il commissario dell'Ater Ivan Grazini

Viterbo – Il commissario dell’Ater Ivan Grazini

Viterbo – “Abbiamo risposto subito all’emergenza, adesso il borgo va recuperato”. Ivan Grazini arriva nella sede di Tusciaweb e risponde alle domande. Spiega con chiarezza punto per punto.

Lui è il commissario dell’Ater, l’azienda territoriale per l’edilizia residenziale pubblica della provincia di Viterbo. L’ente della Regione Lazio proprietario del muro che giovedì notte a Chia, nel comune di Soriano nel Cimino, s’è staccato dalla parete tirandosi appresso delle abitazioni e colpendone altre. Via di Ripetta a Chia venerdì mattina era un cumulo di macerie. E tutti con le mani nei capelli per la tragedia sfiorata e i danni.


Multimedia: Chia sotto le macerie – Video: Crolla il paese di Pasolini – Le macerie dopo il crollo nella notte Crollo nel centro storico


Grazini è di Viterbo, quartiere Pilastro per l’esattezza. Ha preso in mano l’Ater poco più di un mese fa. Da pochissimo. Ma le idee sono chiare e il carattere è sanguigno. È un ingegnere strutturale, scelto per le sue qualità tecniche. L’incarico è quello di rilanciare la struttura dell’Ater riportandola in attivo. Rendendola efficiente, dopo anni di decadimento. Una macchina capace di rispondere alle esigenze abitative del territorio che oggi dispone di un patrimonio abitativo di oltre 4 mila abitazioni nella provincia di Viterbo.

Poco più di mese dopo la nomina, Grazini deve affrontare quanto successo a Chia, il paese dove lo scrittore Pier Paolo Pasolini ha trascorso i suoi ultimi anni di vita. Un muro che si stacca e un pezzo di paese che rischia di sprofondargli appresso. In sovrappiù, le polemiche nei confronti dell’Ater e il progetto di recupero del borgo da destinare poi a case popolari. Immediata la risposta del commissario Ivan Grazini. Subito sul posto tra giovedì notte e venerdì mattina. Chiara la situazione e l’intervento da fare a partire dal giorno stesso. Con in testa anche quello che dovrà essere il futuro del borgo di Chia, scritto nero su bianco in un progetto definitivo dell’Ater che potrebbe andare in porto entro la fine del 2018. 

Grazini, cos’è successo giovedì notte a Chia?
“Diciamo innanzitutto che cos’è Chia”.

Allora, mi dica cos’è Chia?
“È fondamentale saperlo per capire quello che è successo e quello che stiamo facendo. Chia si trova su un banco tufaceo con qualche inclusione di peperino. Questa è la rupe. Sopra la rupe, che lentamente si sfalda, c’è il borgo. Prima va consolidata la rupe, come è stato fatto, poi va recuperato il borgo all’interno di un progetto più ampio. Fare il contrario, intervenendo prima sul borgo e poi sulla rupe, sarebbe stato come costruire una casa partendo dal tetto”.

Giovedì notte che è successo?
“Giovedì notte la volta di una cantina lungo via di Ripetta ha ceduto e il muro che poggiava su questa volta è venuto giù investendo tre abitazioni. La volta ha ceduto probabilmente a causa delle infiltrazioni da parte dell’acqua e delle radici degli alberi. Ma questo sarà chiaro al 100 per cento solo dall’analisi delle macerie. Sia la cantina, sia il muro sono dell’Ater”.

L’Ater pagherà i danni come ha già dichiarato il sindaco di Soriano?
“Non solo pagheremo i danni, ma le abitazioni colpite verranno ricostruite. E nel più breve tempo possibile. Faremo prima un sopralluogo congiunto con i proprietari delle abitazioni per eseguire innanzitutto lo stato di consistenza dei beni che saranno rinvenuti all’interno delle case. Poi faremo un inventario dei beni rovinati quantificando i costi. Al tempo stesso quantificheremo anche i costi riguardanti i danni strutturali subiti dalle abitazioni. Ricostruiremo tutto”.

Ci sono state segnalazioni, foto, lettere inviate all’Ater che avvisavano del pericolo evidenziando lo stato di degrado della cantina?
“No, non di mia conoscenza. Posso però aggiungere che il controllo sul territorio lo fa l’amministrazione comunale”. 

Ma anche l’Ater dovrebbe monitorare i propri beni senza aspettare che il comune gli segnali situazioni di pericolo.
“Pienamente d’accordo. Mi sono insediato da poco. E il monitoraggio dei beni di proprietà dell’Ater è una priorità. Stia certo che lo faremo, così come lo abbiamo cominciato già a fare. Nel frattempo dobbiamo rispondere all’emergenza dovuta al crollo del muro a Chia togliendo le macerie, facendolo in piena e totale sicurezza per i lavoratori e gli abitanti, ripristinando infine la viabilità del borgo. Tutto questo va fatto subito. E subito abbiamo iniziato”.

In che modo?
“Abbiamo risposto subito all’emergenza, iniziando innanzitutto a portare via le macerie. Abbiamo tolto subito quelle che ostacolavano le attività economiche e culturali all’ingresso del borgo per dare modo alle associazioni e ai commercianti di rimettersi subito in moto. Al tempo stesso abbiamo aperto un percorso sotto la rupe. Da una parte per garantire alle persone del borgo di muoversi indipendentemente dai resti del crollo. Dall’altra per arrivare a ridosso dell’ultimo pezzo di muro rimasto in piedi e toglierlo in tutta sicurezza, per i lavoratori e gli abitanti. Senza demolirlo, facendolo quindi cadere a terra, ma smontandolo. Togliendolo pezzo dopo pezzo. Il modo più sicuro ed efficiente per tutti. Una volta smontato il pezzo di muro che rimane, toglieremo di mezzo tutte le macerie e quantificheremo i costi come detto prima”.

Quanto tempo ci vorrà?
“Per togliere l’ultima parte di muro rimasta e le macerie credo che possano volerci una decina di giorni al massimo. Per ricostruire le abitazioni colpite dal crollo, il mio auspicio è quello di chiudere tutto entro la fine dell’estate”.

Passando al progetto dell’Ater di recupero di Chia. Innanzitutto in cosa consiste? 
“Il progetto, finanziato dalla regione, si divide in due fasi. La prima è stata quasi del tutto completata. Un’altra verrà realizzata nei prossimi mesi. La prima fase ha riguardato il consolidamento della parte di base della rupe su cui si trova il borgo. E ci siamo riusciti. Giovedì sera il muro è venuto giù perché ha ceduto la volta di una cantina, non perché la rupe non è solida. Prima la rupe e poi il borgo, come le dicevo prima. E questo abbiamo fatto, consolidandola. Vanno ancora ultimati la strada di accesso al borgo e il parcheggio. Ma manca veramente poco. La seconda fase riguarda invece il recupero del borgo, mantenendolo così come è, salvo intervenire laddove ci sono stati dei crolli. Questo significa che andremo a consolidare circa 24 abitazioni esistenti di proprietà dell’Ater valorizzandole, senza minimamente stravolgere l’assetto urbano e architettonico che da secoli caratterizza il borgo di Chia”. 

Cosa ne farete delle case una volta recuperato il borgo?
“Gli edifici recuperati verranno assegnati come case di edilizia economica e popolare. Quelle che vengono definite case popolari, senza però costruirne di nuove ma utilizzando e valorizzando quello che già esiste. Si tratta infatti di un’operazione di recupero di un centro storico che ha secoli di vita e che deve poter tornare a vivere ereditandoli tutti, uno ad uno”. 

Come verranno assegnate le case?
“Sulla base di graduatorie che nascono dalle esigenze abitative fornite dal comune. In questo caso da quelle che fornirà il comune di Soriano”.

Quanto costano gli interventi previsti dal progetto di recupero del borgo?
“Per consolidare la parte di base dell rupe è stato speso circa un milione e mezzo di euro. Servono ancora qualche centinaia di migliaia di euro per ultimare in via definitiva la strada di accesso al borgo e il parcheggio. Per recuperare il borgo servirebbero invece quasi 5 milioni di euro”.

Ci sono 5 milioni di euro?
“Appena mi sono insediato ho dato subito indicazione alla ragioneria e all’ufficio tecnico dell’Ater di mettermi a disposizione il progetto di recupero e la disponibilità economica per la realizzazione dello stesso. L’Ater di suo dovrebbe avere, aspetto i risultati definitivi dalla ragioneria, dai 3 ai 3 milioni e mezzo di euro. Ne servirebbero un altro milione e mezzo due per completare tutti quanti i lavori”.

E chi potrebbe spenderceli?
“In settimana vado in regione sia per fare il punto della situazione su Chia rispetto a quanto successo qualche giorno fa, sia per risolvere il problema del recupero del borgo”.

Ma questi due milioni circa che ancora mancano non potrebbero fermare il progetto di recupero?
“Assolutamente no. Il progetto definitivo c’è e per portarlo a termine in tutto e per tutto servono circa 5 milioni di euro. È fondamentale ora passare alla fase esecutiva del progetto e immediatamente dopo fare la gara per assegnare i lavori. Se non abbiamo tutti i soldi che servono per completare tutto al cento per cento, questo però non impedisce di avviare almeno in parte i lavori con il consolidamento e il recupero delle case. E rispondere così, subito, a un’esigenza sentita da tempo. Un’esigenza storica per Chia e tutto il territorio”.

Tempi previsti?
“L’obiettivo, e lavorerò con convinzione all’obiettivo, è quello di fissare l’inizio dei lavori entro la fine del 2018”.

Daniele Camilli


Articoli: Sfiorata la tragedia, crolla il paese di Pier Paolo Pasolini… di Daniele Camilli – Pontuale: “Crollo a Chia, un dovere trovare le responsabilità” – “Hanno lasciato crollare Chia…” –  Crollo nel centro storico, paura a Chia

 

 

 

8 aprile, 2018

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