Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • YahooMyWeb
    • MySpace
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Cronaca - Rapporto 2017 sulla malavita organizzata

Mafie, 512 aziende confiscate nel Lazio

Condividi la notizia:

La Dia - Direzione investigativa antimafia

La Dia – Direzione investigativa antimafia

Viterbo – Il presidente della regione Lazio, Nicola Zingaretti, ha presentato oggi, presso gli spazi di WeGil il terzo rapporto sulle ”Mafie nel Lazio”. Al tavolo dei relatori anche il prefetto di Roma Paola Basilone, il presidente dell’associazione Libera, don Ciotti, il questore di Roma Guido Marino, il comandante provinciale dei carabinieri di Roma, generale Antonio De Vita, il comandante del Gico della Finanza, colonnello Gerardo Mastrodomenico, il capo centro operativo Dia di Roma, colonnello Francesco Gosciu, il presidente dell’Osservatorio sicurezza e legalità della regione Lazio, Gianpiero Cioffredi.

La pubblicazione è il resoconto, rigoroso e documentato, delle principali inchieste giudiziarie sulle organizzazioni criminali nel Lazio, dei documenti istituzionali e degli interventi pubblici sul fenomeno mafioso nel periodo da luglio 2016 a dicembre 2017. Si tratta di un’analisi alimentata dal confronto dell’Osservatorio per
la sicurezza e la legalità della regione Lazio con le forze di polizia e la magistratura. 

Nel 2017, 29 indagati per associazione di stampo mafioso, 1010 per associazione finalizzata a traffico stupefacenti, 40 per usura.

Nel 2017, secondo i dati forniti dalla Direzione distrettuale antimafia, sono 6 i procedimenti con 29 indagati per associazione di stampo mafioso, 58 i procedimenti con 412 indagati per reati con l’aggravante del metodo mafioso, 102 procedimenti con 1010 indagati per associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, 21 procedimenti  con 164 indagati per traffico di rifiuti e 9 procedimenti con 40 indagati per usura. Secondo i dati del servizio centrale per i servizi antidroga della polizia di stato, nel Lazio sempre nel 2017 son ben 7883 chili di droga sequestrati nel Lazio.

Nella regione 512 le aziende confiscate, 1732 i beni confiscati.

Altro dato emerso nel rapporto è il numero delle operazioni finanziarie sospette, che nel 2017 arrivano a 9769 mentre il numero dei bonifici bancari in entrata dai cosiddetti paradisi fiscali sono 5706 e quelli in uscita 4372. Nel Lazio infine sono 512 le aziende confiscate e 1.732 i beni confiscati.

Il numero complessivo dei gruppi criminali storicamente presenti nella regione dagli anni ’70 ad oggi è complessivamente pari a 154. “Di questi, 62 clan sono stati tracciati  da indagini e processi per molti anni ma, dalla documentazione consultata, non sono più citati in indagini giudiziarie o rapporti istituzionali da almeno 4 anni. Il fatto che queste consorterie criminali non siano state interessate negli ultimi 4 anni da attività repressiva non significa automaticamente che non siano più operativi. In alcuni casi, in base a elementi scaturiti da indagini e sentenze, gruppi criminali pesantemente colpiti dalla repressione giudiziaria, hanno continuato a operare appoggiandosi a personaggi della criminalità di secondo piano”.

93 le ”famiglie” che usano metodi mafiosi, circa 50 operano nel territorio della capitale.

I clan che, invece, sono stati evidenziati nel rapporto come ”attivi”, al dicembre 2017, dunque, citati in indagini o atti istituzionali negli ultimi 4 anni, corrispondono a 93, fra gruppi, clan, famiglie, tradizionali, autoctone e narcotrafficanti che usano il metodo mafioso. Dei 93 clan attivi nel Lazio, circa 50 clan, operano, nel solo territorio della capitale. A Roma sono presenti clan di mafia tradizionale, come Cosa nostra, ‘ndrangheta e camorra, gruppi di derivazione mafiosa che son diventati ”autonomi” sul territorio romano, clan autoctoni ovvero generati dal tessuto socio-economico romano che nel tempo hanno ”mutuato” per effetto contagio ”il metodo mafioso” che oggi esercitano sul  territorio, come già confermato in alcune sentenze. Il sistema criminale complesso romano vede anche l’azione di gruppi flessibili e autonomi che entrano in azione con i gruppi già menzionati e con i narcotrafficanti che a Roma commerciano droga e controllano alcuni quartieri, sempre attraverso l’uso del metodo mafioso, non ultimi sono
presenti i boss delle mafie straniere.

La ‘ndrangheta può essere considerata l’organizzazione leader nel settore del narcotraffico romano e non solo.

È la gestione delle piazze di spaccio a Roma a destare maggiori preoccupazioni, come si legge nel rapporto, perché rappresentano il luogo in cui maggiore è il contagio delle mafie tradizionali con i gruppi della criminalità romana che fatalmente evolvono nell’assunzione del metodo mafioso. “A Roma funzionano contemporaneamente un centinaio di piazze di spaccio, operative h24 e caratterizzate dall’uso di sentinelle, ostacoli mobili e fissi, come le inferriate, l’utilizzo di telecamere e l’esistenza di edifici che, da un punto di vista urbanistico, garantiscono un controllo delle aree di spaccio.I gruppi organizzati, in gran parte romani, gestiscono le piazze di spaccio con una rigidissima suddivisione del territorio, spesso nella stessa strada, e hanno rapporti e relazioni con soggetti componenti appartenenti ai Casalesi, gruppi di camorra e soprattutto calabresi, che sono i grandi fornitori delle piazze di stupefacenti. E’ comunque la ‘ndrangheta che può essere considerata l’organizzazione leader nel settore del narcotraffico romano e non solo. Queste organizzazioni oltre alla gestione del traffico degli stupefacenti i occupano di fatti criminali, come usura ed estorsione”.


Condividi la notizia:
23 aprile, 2018

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY

Test nuovo sito su aruba container https://www.tusciaweb.it/e-morta-irene-cara-vinse-loscar-per-fame-e-flashdance/