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Viterbo - A partire dal 18 aprile farà lezione a quindici detenuti il tatuatore Nicola Burratti

“A Mammagialla il primo corso di tatuaggi per detenuti”

Viterbo - Il carcere di Mammagialla

Viterbo – Il carcere di Mammagialla

Nicola Burratti

Nicola Burratti

Un'opera del tatuatore Nicola Burratti

Un’opera del tatuatore Nicola Burratti

Un'opera del tatuatore Nicola Burratti

Un’opera del tatuatore Nicola Burratti

Viterbo – A Mammagialla il primo corso di tatuaggi per detenuti. Comincerà mercoledì 18 aprile e sarà tenuto dal noto tatuatore viterbese Nicola Burratti, entusiasta di questa esperienza sicuramente fuori dal comune.

Burratti, 43 anni, originario di Soriano nel Cimino, è il titolare del Banana Tatoo Studio di Vitorchiano. Il primo tatuaggio risale al 1999, ma Burratti nel frattempo si dedica anche ad altro: docente di disegno grafico e tecnica pubblicitaria, grafico professionista e ha il tempo anche di finire l’Accademia di Belle Arti dove si laurea con 110 e lode.

Dopo aver preso nel 2010 il diploma di tatuatore e piercier professionista nel 2011 ecco il grande salto, l’apertura del “Banana Tattoo Studio” a Vitorchiano.

Siamo dunque alla vigilia di un’esperienza completamente nuova. Nicola, di cosa si tratta stavolta?
“Si tratta di un corso di disegno propedeutico al tatuaggio dentro la casa circondariale di Mammagialla a Viterbo. Credo proprio che sia la prima volta che un tatuatore entra in un carcere  a parlare e addirittura ad insegnare le tecniche basi del disegno preparatorio al tatuaggio”

Non è insolito che l’arte dei tatuaggi entri in carcere?
“Io personalmente lo vedo come un grosso ‘sdoganamento’ del tabù inerente al tattoo. Considerando inoltre che tutti i tatuatori che hanno iniziato quando ho iniziato io e maggiormente quelli che hanno iniziato prima di me, hanno sentito milioni di volte la fatidica frase denigratoria: ‘Una volta i tatuaggi li facevano i carcerati…'”

I tatuaggi non sono simbolo di trasgressione?
“Ora a quanto pare le cose sono estremamente cambiate e quello che prima era trasgressivo, da borderliner, ora è cultura e costume”

Quanti detenuti si sono iscritti al corso?
“Vista l’enorme affluenza, la psicologa del carcere ha dovuto per forza fare una selezione, favorendo circa quindici detenuti con attitudini artistiche. Il corso inizierà, per ora, con 6-8 lezioni da un paio d’ore l’una, ma probabilmente se le cose vanno bene poi proseguirà. ”

Com’è nata l’idea di dedicare del tempo ai detenuti?
“Io penso che se l’arte, ed in particolare l’arte del tatuaggio, ti ha dato tanto sia giusto dare qualcosa indietro quando se ne ha la possibilità… specialmente a chi magari ha le stesse attitudini e magari anche maggior talento ma magari è stato meno fortunato”

Silvana Cortignani

12 aprile, 2018

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