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Regione - Presentata da FdI ma dall'opposizione nessuno la sottoscrive, nemmeno Pirozzi che si era detto favorevole

Nicola Zingaretti schiva la mozione di sfiducia

Consiglio regionale - Il presidente Nicola Zingaretti

Consiglio regionale – Il presidente Nicola Zingaretti

Sergio Pirozzi

Sergio Pirozzi

Roma – Nicola Zingaretti schiva la mozione di sfiducia.

Presentata dal gruppo di Fratelli d’Italia, non ha raggiunto il numero minimo per poter essere presentata, 10 firme sotto il documento, ovvero un quinto del consiglio regionale. Quindi, irricevibile.

Tra i banchi dell’opposizione il documento non trova consensi. Tanto Forza Italia quanto la Lega non raccolgono l’invito e non lo raccoglie nemmeno Sergio Pirozzi, che nella precedente seduta era stato l’unico a esprimersi favorevolmente per una mozione di sfiducia.

E Zingaretti può tirare un sospiro di sollievo. L’ennesimo, dopo che l’esito del voto gli ha consegnato una non maggioranza, con un dialogo aperto con i 5 stelle per trovare accordi su punti programmatici precisi.

Un’intesa tutta da verificare, tanto che lo stesso Zingaretti, ammettendo l’ovvio, ovvero la non esistenza di una maggioranza, ha spiegato che sarà lui stesso, in caso d’immobilismo a prenderne atto, con il successivo ritorno alle urne.

Intanto, però, la mozione di fiducia che non passa, il presidente della regione lo legge come un segnale positivo.

“Un fatto politico si è determinato in questa settimana – dice Zingaretti –  la mozione di sfiducia presentata all’ufficio di presidenza da parte di un gruppo è stata respinta perché non ha raccolto le firme necessarie. Colgo in questa scelta l’affermarsi in quest’aula della volontà maggioritaria di provare ad andare avanti.  Questo ci carica tutti di una grandissima responsabilità”.

Nel corso della seduta di mercoledì, un minuto di silenzio in ricordo di Stefano Zappalà, ex consigliere, assessore regionale ed europarlamentare.

 

19 aprile, 2018

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