Tarquinia – Un’inchiesta interna e una degli inquirenti. Perché il sindaco di Tarquinia Pietro Mencarini, dopo aver avviato un’indagine interna in merito alla foto che immortala un uomo, fascia tricolore indosso, fare il saluto fascista in una stanza del comune, “oggi” presenterà “un esposto al commissariato di polizia”.
“La vicenda va approfondita – ammette il primo cittadino -, ed è necessario che anche gli inquirenti aprano un’indagine affinché si chiarisca tutto”. La decisione di presentare l’esposto il sindaco Mencarini l’avrebbe presa dopo aver avuto un colloquio anche con il prefetto Giovanni Bruno. “Ha condiviso in pieno questa linea”, sottolinea il primo cittadino. Che in questi giorni ha incontrato, in merito, anche il vicesindaco Manuel Catini. “Si dice non a conoscenza ed estraneo ai fatti”, sostiene Mencarini.
La foto sarebbe stata scattata proprio nella stanza del vicesindaco, sotto al tricolore e di fronte all’immagine del presidente della Repubblica. A rilanciarla è stato il consigliere di minoranza Anselmo Ranucci (Pd) che, come ha spiegato a Tusciaweb, “l’ha ricevuta da alcuni tarquiniesi”. Per poi aggiungere: “È grave che qualcuno sia entrato o stato fatto entrare nella stanza del vicesindaco, per poi mettersi a giocare con cose molto serie, facendosi scattare una foto mentre fa il saluto fascista. È un atto molto grave, anche perpetrato in una delle stanze del comune”.
Sull’episodio sono intervenuti anche il consigliere regionale Enrico Panunzi e il Pd di Tarquinia. Il partito ha chiesto al primo cittadino di “prendere provvedimenti nei confronti del vicesindaco e di fare chiarezza nelle sedi opportune”. L’esposto di Mencarini è già pronto, anche se la polizia sembrerebbe aver già avviato le indagini. Perché alcuni reati – o presunti tale – sono perseguibili d’ufficio, ovvero l’inchiesta viene avviata anche senza la denuncia.
Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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