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Sport - Nella cittadina viterbese è tornata la celebre gara a ostacoli: lungo il percorso fango, filo spinato e mille emozioni - Primo al traguardo Eugenio Bianchi

Spartan race, la corsa estrema conquista Orte

di Samuele Sansonetti
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Sport - La Spartan race di Orte - Eugenio Bianchi

Sport – La Spartan race di Orte – Eugenio Bianchi

Sport - La Spartan race di Orte

Sport – La Spartan race di Orte

Sport - La Spartan race di Orte

Sport – La Spartan race di Orte

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Sport – La Spartan race di Orte

Sport - La Spartan race di Orte

Sport – La Spartan race di Orte

Sport - La Spartan race di Orte - Romina Sangiacomo e Ilaria Paltrinieri

Sport – La Spartan race di Orte – Romina Sangiacomo e Ilaria Paltrinieri

Orte – Il giorno dopo sarà il peggiore, come per i pugili. Ma come i pugili anche gli spartani preferiscono non pensarci.

La Spartan race è fango e adrenalina. E’ corsa a ostacoli ma anche confronto con sé stessi. Nudo e crudo, al di là del risultato.

Multimedia: La Spartan race conquista Orte – video

Per molti atleti il cronometro conta relativamente: l’importante è concludere la prova, che equivale a completare un percorso fatto di sudore e sacrificio, portare a compimento mesi di duro allenamento con una gara ufficiale come quella di Orte.

Per il quarto anno consecutivo la cittadina viterbese si è trasformata nel teatro della celebre corsa a ostacoli, nata negli States e basata sugli addestramenti militari a cui sono sottoposti i soldati durante il periodo di formazione.

Per rendere la competizione più accessibile sono stati previsti tre differenti tipi di prove (quattro se si considera anche la Junior): la Sprint, di oltre sei chilometri e con più di 20 ostacoli, che rappresenta il punto di partenza per chi si affaccia per la prima volta al mondo Spartan, la Super di oltre 13 chilometri e con 24-29 ostacoli, per gli atleti con un livello di preparazione avanzato e la nuova Hurricane heat.

Quest’ultima, prima edizione assoluta nel viterbese, è una vera e propria sfida di sopravvivenza senza riscontro cronometrico. Gli iscritti (a Orte sono partiti alle 4,30 e sono tornati al ‘campo base’ attorno alle 10) vengono suddivisi in più squadre e guidati da un arbitro, che ricopre un ruolo molto simile a quello del comandante nelle esercitazioni militari.

Le batterie delle prove classiche sono invece partite dalle 9 (a metà mattina ai nastri di partenza anche alcuni instancabili reduci della Hurricane): fino alle 12,30 è stata la volta delle Super mentre nel pomeriggio è toccata alle Sprint.

Il percorso, come di consueto, alterna tratti di corsa a ostacoli composti da prove di forza o di agilità, come scalare reti di corda, passare sotto a cavi di filo spinato, superare strutture di legno con l’ausilio di funi o immergendosi nel fango. La gara è faticosa e lo sforzo è notevole, ma la soddisfazione sulle facce degli atleti che arrivano al traguardo supera di gran lunga il livello della stanchezza accumulata.

A terminare il circuito per primo, tra gli uomini, è stato Eugenio Bianchi. Molto toccante, infine, l’arrivo delle prime due ragazze in gara: dopo un testa a testa durato per buona parte del tratto finale, Romina Sangiacomo e Ilaria Paltrinieri hanno deciso di tagliare il traguardo mano nella mano. Da applausi.

Samuele Sansonetti


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28 aprile, 2018

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