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Tribunale - L'ex convivente del dentista "fuggitivo" Fiorita ha nella sostanza confermato tutto

Accoltellata e chiusa nello sgabuzzino…

di Silvana Cortignani

Il dentista Gianfranco Fiorita

Il dentista Gianfranco Fiorita

 

L'avvocato Roberto Alabiso

L’avvocato Roberto Alabiso

Viterbo – Accoltellata e sequestrata dal marito, dopo due anni finalmente viene nominato un interprete spagnolo e la presunta vittima può testimoniare davanti al giudice. 

E’ la 35enne sudamericana ex convivente del dentista “fuggivo” (per quattro anni in Paraguay) Gianfranco Fiorita,  59 anni, a processo per lesioni aggravate e sequestro di persona per avere aggredito la donna, all’alba del 21 maggio di due anni fa al Pilastro.

Si tratta della donna per la quale il professionista, il 4 ottobre 2010, scappò clamorosamente in Paraguay, mettendo al mondo due figli prima di rientrare in Italia con la famiglia, nel 2014, dove nel frattempo, da latitante, era finito sotto processo per appropriazione indebita, “bottino” circa 700mila euro, con una cinquantina di parti civili tra cui decine di ex pazienti della sua clinica odontoiatrica “Dental Action” del Pilastro e gli ex soci. 

A distanza di quasi otto anni, il processo scaturito da quella fuga è ancora in corso davanti al giudice Giacomo Autizi, mentre è entrato nel vivo ieri davanti al giudice Elisabetta Massini il processo in cui il professionista viterbese. oggi 59enne, è accusato di sequestro di persona e lesioni personali aggravate, per le coltellate che il 21 maggio 2016, sempre al Pilastro, avrebbe sferrato alla convivente 35enne. 

La donna ha sostanzialmente confermato tutto, ad eccezione del presunto sequestro in uno sgabuzzino dell’abitazione della coppia, in quanto la porta sarebbe stata priva di chiavi e avrebbe potuto scappare quando voleva. 

Il coltello che avrebbe usato Fiorita per colpire all’addome la moglie fu trovato sul lavandino della cucina, intriso di sangue e con la lama piegata, dagli agenti delle volanti intervenuti dopo l’allarme al 113. 

La donna, che a suo tempo si rifugiò nel centro antiviolenza Erinna, non si è costituita parte civile. In aula aha ribadito di essere stata aggredita, accoltellata alla testa, al petto e all’addome e poi rinchiusa in uno stanzino, riuscendo infine a chiedere aiuto sanguinante a una vicina che ha dato l’allarme. Portata al pronto soccorso dell’ospedale di Belcolle, fu medicata con una prognosi di 20 giorni. 

Nell’appartamento della coppia al terzo piano, la polizia ha trovato evidenti segni di colluttazione ma soprattutto tanto sangue. Sangue intriso a capelli sulla gamba di una sedia rotta. Sangue sui cocci di un vaso di vetro infilato in un sacchetto nero. Poggiato per terra uno strofinaccio insanguinato.

Sul lavandino di cucina, invece, c’era un coltello insanguinato e con la lama piegata, che Fiorita disse di avere usato per difendersi dalla moglie che, come confermato al processo dalla vicina, sarebbe stata spesso ubriaca e molesta con gli altri inquilini del palazzo.

Un documento darebbe almeno in parte ragione alla versione di Fiorita. Si tratta del provvedimento con cui il tribunale per i minori, due anni fa, ha sospeso entrambi dalla potestà sui figli di 4 e 7 anni, affidandoli a una casa famiglia dove si trovano tuttora, in attesa dell’esito del ricorso presentato dal padre, difeso in tutte le sue vicende dall’avvocato Roberto Alabiso, 

“Il documento fa esplicito riferimento al ‘perdurante alcolismo della madre’ segnalato dalle assistenti sociali. Quella di Fiorita è stata solo una reazione a un momento di assolta sconsideratezza della convivente che, sotto l’effetto dell’alcol, urlava e minacciava di buttarsi dalla finestra”, ribadisce il legale.

Si torna in aula il 15 ottobre. 

Silvana Cortignani


Articoli: “Il coltello insanguinato e con la lama piegata” – Il dentista Fiorita di nuovo a processo – Il dentista Fiorita di nuovo a processo – L’avvocato Alabiso: “Pronti a difenderci” – “Fiorita voleva salvaguardare i figli” – Coppia litiga e finisce a coltellate

18 maggio, 2018

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