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Tribunale - Tuscania - Un testimone oculare apre il processo a un uomo accusato di avere provocato la morte atroce di una micia - Parte civile un'associazione felina

“Dal finestrino è spuntata la canna di una carabina e ha sparato ai gatti”

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Viterbo - Tribunale

 Tribunale – Il processo davanti al giudice Pintimalli

L'avvocato Ilaria Di Punzio

L’avvocato di parte civile Ilaria Di Punzio

Bastet associazione felina viterbese - Parte civile nel processo

Un micio accudito da Bastet associazione felina viterbese 

Bastet associazione felina viterbese - Parte civile nel processo

Uno dei randagi della Bastet associazione felina viterbese 

Tuscania – “Dal finestrino è spuntata una carabina e ha sparato ai gatti”. Ha preso il via davanti al giudice Giovanni Pintimalli, con l’audizione del primo testimone dell’accusa, il processo all’uomo di Tuscania finito in tribunale con l’accusa di avere sparato a una colonia felina di Tuscania e avere ucciso una gatta, morta dopo quattro giorni di agonia in seguito a un pallino conficcato nella vescica. 

Nel frattempo, ad aggravare la posizione dell’imputato, è arrivata la costituzione di parte civile, sostenuta dall’avvocatessa viterbese Ilaria Di Punzio, della “Bastet associazione felina viterbese”.

“Un gruppo di volontari amanti dei gatti che si sono messi insieme nel 2014 e che fanno sul territorio un lavoro davvero straordinario”, spiega la legale.

Fondata quattro anni fa, l’associazione è molto attiva e dal 2015 è composta da un gruppo stabile di 6 gattare e amanti degli animali, che si impegna nella tutela delle colonie feline, creando convenzioni con i veterinari e organizzando staffette per facilitare le adozioni.

In caso di condanna, i volontari sono pronti a chiedere un cospicuo risarcimento danni. 

“Ho visto l’imputato che faceva avanti e indietro insistentemente con la macchina, come per cercare qualcosa – ha detto l’uomo, testimone oculare della sparatoria contro i mici della colonia – a un certo punto ha accostato, mentre io guardavo per capire cosa volesse fare. All’improvviso ho visto spuntare dal finestrino la canna di una carabina e ha cominciato a sparare ai gatti, che si sono sparpagliati per lo spavento”.

“Sono tornati tutti tranne una gatta, che è ricomparsa solo dopo quattro giorni, quando è tornata agonizzante. Allora l’abbiamo portata da un veterinario, scoprendo solo in quel momento, facendo una radiografia, perché da fuori non si vedeva niente, che aveva un pallino di carabina conficcato nella vescica. Una lesione ormai troppo profonda per intervenire chirurgicamente, dopo tanti giorni, e che l’ha condotta a una morte atroce”, ha concluso l’uomo. 

Il processo è stato quindi rinviato al 5 luglio, quando saranno sentiti due veterinari e la responsabile della colonia felina. Colonia che, stando all’accusa, sarebbe stata, letteralmente, presa di mira dall’imputato.

Silvana Cortignani

 

 

 


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12 maggio, 2018

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