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Elezioni comunali 2018 - Viterbo - Interviene la candidata sindaca della lista Lavoro e beni comuni

Paola Celletti: “Chiusura centrale operativa 118, Serra e gli altri medici dov’erano?”

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Paola Celletti

Paola Celletti

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Un altro pezzo di sanità viene demolita a Viterbo.

La base operativa del 118 chiude, se ne va altrove. Quando i cittadini chiameranno risponderà Rieti.

A Viterbo e provincia da tempo  è in atto un’operazione che, di fatto, sta negando il più elementare diritto ai cittadini: quello alla salute e alla sanità. Si presenterà alle prossime elezioni amministrative la lista elettorale di Serra e dei medici del Pd panunziano. Noi ci domandiamo: dov’erano questi medici mentre il “loro” presidente della regione smantellava la sanità pubblica di Viterbo e della provincia? Dov’erano mentre noi cittadini manifestavamo davanti al pronto soccorso per le condizioni in cui versa la sanità pubblica?

Non si è alzata alcuna voce dai banchi della maggioranza del consiglio comunale dove questi medici sono stati seduti fino ad ora.

La nostra lista Lavoro e beni comuni lo denuncia da tempo. Grazie a Polverini (centrodestra) e Zingaretti (centrosinistra), in sostanziale continuità, si è proceduto a un graduale smantellamento della sanità pubblica a colpi di esternalizzazioni, appalti e privatizzazioni. Loro la chiamano “razionalizzazione”: ma è razionale ridurre i servizi e spingere i cittadini presso strutture di altre regioni o nelle braccia dei privati, in barba al risparmio dei costi? È razionale comprimere il diritto alla salute, che la Costituzione invece vuole universale e gratuito? 

Belcolle è un campo di guerra, e non riesce a rispondere al bacino d’utenza, che proviene anche dai paesi della provincia, né in termini di struttura né in termini di posti letto, né tantomeno in termini di personale. Per non parlare delle liste d’attesa per la prenotazione degli esami diagnostici, ormai quasi impossibili da eseguire attraverso il servizio sanitario pubblico.

La situazione è certamente la stessa che in altri comuni. Ma anche su questo, ci distinguiamo per immobilismo. Si prenda un esempio recente in una città simile a Viterbo: quando l’ambulatorio di cardiologia di Nuoro era a rischio per carenza di personale, il direttore dell’Uoc ha prontamente denunciato la questione alla regione. E qui? Qui accade il contrario: la sanità è in tilt, e c’è un gruppo di medici, già presenti in consiglio comunale, che si costituisce lista civica, in appoggio allo stesso schieramento che governa la regione, e che ha governato la città negli ultimi anni. Sembra una fiction, ma è la realtà.

La lista Lavoro e beni comuni, ritiene che la salute sia un bene comune, che non debba sottostare alla logica del profitto, e che debba essere tutelata a tutti i livelli, a partire dal sindaco, che – come dice la legge – è la massima autorità sanitaria locale e quindi dovrebbe avere il preciso compito istituzionale di mobilitarsi per primo.

Paola Celletti
Fiore Benigni
Lavoro e beni comuni


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27 maggio, 2018

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