Sutri – Riceviamo e pubblichiamo – Ho impiegato un po’ di tempo prima di rispondere alle sue provocazioni perché mi sono chiesto, come in altre occasioni, se fosse opportuno poi, ho deciso di farlo soprattutto per rispetto dei miei concittadini.
I suoi continui richiami alla mia omosessualità altro non sono che provocazioni, parole a guisa di titoli, che tentano di edulcorare la realtà, un tentativo di far leva sulla sensibilità dei cittadini pensandoli razzisti, ma sappia che i miei concittadini, sono persone civili, convivono da decenni con me ed altri/e omosessuali rispettandoci come persone sotto ogni profilo quindi, il suo, è un tentativo inutile, che obbedisce ad un suo impulso illusorio, che confonde diversi elementi, palesando mediocri risorse.
Il suo intervento alla presentazione che ho seguito con attenzione è stato un monologo proferito rapidamente e confusamente che non necessita giudizio, pur se il sentimento irrazionale farebbe reagire, ma la velocità del pensiero, giusto e intelligente, è superiore all’eloquio volgare che non varrebbe nemmeno uno scorrere di penna.
Privilegiare un’estetica provocatoria, che infrange è la rappresentazione dell’amore debole, dell’amore amaro, che si ha per se stessi e per le altre cose, volendola fare apparire come gesto rivoluzionario, rinascimentale, attraverso suoni e parole in libertà inarticolati; basati su un’idea precostituita, oltre la dimensione reale, oltre il tempo comune, che presto sarà rimossa e dimenticata.
Lei vorrebbe far rinascere la nostra città perché la riconosce decaduta, addormentata, spenta avvalendosi del sostegno politico di coloro che ne sono i responsabili, lasci che le evidenzi la grande contraddizione.Quei gruppi di potere di cui si è circondato hanno visto in lei, non un’opportunità per Sutri, ma l’opportunità di riciclarsi ancora una volta, di tentare, dopo 20 anni, in una fase di decadenza politica, di ottenere ancora la gestione della città. Ma creda è un tentativo vano perché i sutrini non sono capre ma persone intelligenti e con una spiccata identità e dignità.
Nel suo monologo non ho trovato sostanza a cui riferire la morale estetica, nessun privilegio conoscitivo, ma solo menzogna. In quelle parole ed espressioni foniche lei ha fatto morire il bello, penetrato dalla volontà di rompere e azzerare ogni confronto estetico ed etico, perché?
Io professore sto quotidianamente edificando la mia opera con i candidati della lista Sutri e ci muoviamo insieme nelle articolazioni ramificate della conoscenza, dell’immaginazione e del “sogno” inteso come desiderio da raggiungere e da realizzare. Noi siamo una squadra, noi abbiamo scelto la competenza, noi abbiamo un programma serio, noi abbiamo deciso soprattutto di lavorare per Sutri e la sua comunità. I sutrini, liberamente, valuteranno le persone e i programmi e chi veramente ha intenzione di lavorare per questa città.
Noi, sabato, presenteremo il nostro progetto scendendo nel dettaglio dei nostri programmi, immediati e fattibili che rispondono alle esigenze quotidiane della nostra comunità. Come lei, anche noi parleremo e promuoveremo Sutri nel mondo ovviamente, ma soprattutto lavoreremo assiduamente per la nostra comunità.
Vorrei permettermi un consiglio: sappia che le trasformazioni del reale producono distacco, generano disgusto e rivolta, si rischia di cadere nelle facili pieghe del cattivo gusto. Non trasformi le parole in secche foglie sospinte dal vento su crinali impervi dove è inutile rincorrerle.
Lillo Di Mauro
Candidato sindaco Sutri
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