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Tribunale - Omicidio stradale - Al via davanti al collegio il primo processo dopo il giro di vite scaturito dalla nuova normativa

Ubriaco provoca schianto mortale, rischia condanna di minimo 8 anni

Viterbo - Tribunale

Viterbo – Tribunale

Sutri – (sil.co.) – Omicidio stradale, al via davanti al collegio il primo processo dopo il giro di vite scaturito dalla nuova normativa.

Alla guida ubriaco, provoca un incidente mortale. Per questo è finito sotto processo per omicidio stradale davanti al collegio, rischiando una condanna a partire da otto anni, un 32enne di Castel Sant’Elia che il 2 giugno 2016 ha addrizzato una curva, mentre era alla guida di una Opel Zafira, schiantandosi contro un muro di contenimento.

Un incidente sfociato nella morte di uno dei passeggeri, un 41enne, e il ferimento di una  37enne, per ui l’imputato deve rispondere anche di lesioni.

Il tragico impatto è avvenuto mentre erano diretti sulla strada di Fonte Vivola, verso le due di notte, lungo la via cassia in direzione Sutri centro. I tre, tutti d’origine romena, si sarebbero recati a Sutri per cercare l’ingresso a un parco tematico dove portare i bambini la domenica successiva.

Una scena drammatica quella apparsa ai soccorritori, raccontata in aula da uno dei militari del Norm della compagnia dei carabinieri di Ronciglione intervenuti sul posto.

“L’auto era completamente distrutta e l’imputato, in evidente stato di ubriachezza, sorreggeva l’amico esanime, palesemente in fin di vita, che battendo la testa aveva mandato in frantumi il parabrezza. I sanitari del 118 sono accorsi con un’ambulanza, ma l’uomo è deceduto durante il trasporto, prima dell’arrivo in ospedale. Il conducente nel frattempo è risultato positivo all’alcoltest ed è stato arrestato per omicidio stradale. A bordo della vettura c’erano tre persone, una era una donna”, ha detto il testimone.

“La dinamica è chiarissima – ha proseguito rispondendo alla presidente Silvia Mattei – non ha frenato a uno stop in curva, era notte e pioveva, è andato dritto e si è schiantato contro una cabina dell’Enel, finendo addosso a un muro di contenimento”.

L’autovettura fu sottoposta a sequestro mentre l’arrestato, dopo le formalità di rito, venne tradotto presso la propria abitazione in regime degli arresti domiciliari, a disposizione del pm Stefano D’Arma che pochi giorni dopo l’incidente ha ottenuto il via libera del gip al decreto di giudizio immediato.

L’imputato, che in base ala nuova normativa rischia una condanna a partire da un minimo di otto anni, al processo è difeso dall’avvocato Luigi Mancini.

Si torna in aula il 4 dicembre.

16 maggio, 2018

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