Viterbo – “L’Europa si può cambiare, con meno burocrazia e più politica”.
Antonio Tajani ne è convinto e lo ha ribadito stamani all’aula magna Unitus a santa Maria in Gradi, di fronte a un nutrito gruppo di studenti. Il presidente del parlamento europeo è intervenuto all’incontro, Europa cittadini e imprese.
Rispondendo a una domanda, ha parlato anche dell’uscita dall’euro. Spauracchio riproposto a fasi alterne da movimenti politici italiani.
“Uscire dall’euro è una grande sciocchezza faremmo un danno enorme alla nostra economia – sostiene Tajani – la gente ritirerebbe tutti i soldi dai conti correnti, per portarli all’estero.
Senza contare che per farlo, occorerebbe uscire dall’Unione europea. Tornare alla moneta nazionale vuol dire pagare tutti i debiti in euro, non in lire. Buona parte del debito pubblico italiano è in mani non italiane. Sempre in euro lo devi pagare”. È circolata nei giorni scorsi la proposta di cancellare 250 miliardi di debito italiano: “È come se chiedessi alla mia banca, dove ho un mutuo per la casa, di cancellarlo, così sto più tranquillo.
L’euro non è perfetto, ma chiedete a qualsiasi piccolo e medio imprenditore, anche del Nord est. Vi dirà che è contrario. Provocherebbe danni enormi.
Ma non tutto va bene. L’Europa si può, o meglio, si deve cambiare.
“Sto dedicando – spiega Tajani – il mio mandato da presidente, al tentativo di ridurre le distanze tra cittadini e istituzioni. Occorre fare in modo che il parlamento, unico organo eletto dai cittadini, faccia contare i cittadini”.
Una ricetta, Tajani ce l’ha. Non proprio semplice, ma realizzabile, per affrontare quelle che il presidente ritiene tre grandi emergenze: disoccupazione soprattutto giovanile, immigrazione clandestina e terrorismo. “Per dare buone soluzioni a questi tre problemi – spiega Tajani – occorre una riforma. Per togliere il potere alla burocrazia e restituirlo alla politica.
Se oggi c’è troppa burocrazia, la colpa è della politica, debole e non sufficientemente forte per indicare quale sia il compito, pur importante, della burocrazia”.
Importante, ma non può essere totalizzante. “La burocrazia è come una macchina, con tutte le sue parti, ruote, benzina. È fondamentale, ma spetta al pilota, indicare la direzione, sennò si va a sbattere”. E sta ai politici riprendere il ruolo che compete loro.
Scelta non indenne da errori e rischi. “Perché è chiaro – sottolinea il presidente – se decido da politico e sbaglio, voi mi mandate a casa. Lo dico in prima persona, perché io sono parlamentare eletto nel centro Italia, quindi anche qui a Viterbo”.
Bisogna svoltare, in modo deciso, ma non brusco: “Cambiare sì, distruggere no, le conseguenze sarebbero gravi”.
Qualcosa Tajani la sta facendo. “Quando la vigilanza Bce – ricorda Tajani – sui crediti deteriorati nella pancia delle banche, ha proposto che se ne liberassero in poco tempo, ho scritto a Draghi. Si tratta di una scelta che avrebbe provocato grossi danni, serve tempo.
Ho spiegato che non tocca a pur autorevoli tecnocrati, stabilire regole per tutti. Spetta al legislatore dare le regole. Ho detto fermatevi, serviva una proposta politica per fissare modi e tempi”.
Scelta avvalorata da parlamento e consiglio europeo. Come conseguenza: “Adesso c’è una proposta della commissione europea che stiamo discutendo. Per capire come risolvere il problema”.
Un esempio, per dire che: “Se si vuole – insiste il presidente – l’Europa si può cambiare. Il ritorno della politica e della democrazia dipende solo dalla volontà di chi li rappresenta”.
Un accenno, a una delle criticità vissuta da molti paesi, a cominciare dall’Italia. L’immigrazione e quindi l’integrazione. “Serve una politica intelligente – osserva Tajani – per fare integrazione, rinforzando la nostra identità. Altrimenti non sapremo integrare nessuno, perché nessuno ti rispetterà”. Per spiegarsi meglio, guarda verso un affresco, raffigurante la natività, in fondo alla sala.
“Cancellare quell’affresco perché pensi di turbare la coscienza di qualcuno, è l’errore più grande, perché l’altro riterrà che tu sia debole. Rispettare non significa cancellare la tua identità. Rinunciare ai propri valori, alla propria identità è l’errore più grave”.
In prima fila, rappresentanti politici e il candidato sindaco del centrodestra Giovanni Arena. Gli arriva un consiglio che gli potrebbe tornare utile in caso di vittoria: “I comuni – spiega Tajani – anche i più piccoli, magari consorziandosi, devono aprire punti informativi sull’Europa e le possibilità che offre, a cominciare dai fondi”.
Al centro dell’incontro all’Unitus, l’istituzione europea e l’economia. Relazione a cura di Giuseppe Garofalo, presidente corso di laurea in Amministrazione, finanza e controllo, che per presentare Tajani, ha scelto due iniziative in particolare, del parlamentare in ambito europeo: “L’Erasmus per giovani imprese e la rinuncia all’indennità transitoria di fine mandato come vice presidente di commissione, 13mila euro al mese per tre anni, ovvero, 468mila euro. Non poca cosa”.
All’Europa guarda con interesse l’Unitus. “Il tema – osserva il rettore Alessandro Ruggieri – è trasversale, una grande sfida che ci attende ogni giorno.
A breve, con un finanziamento dell’università, inizierà uno stage formativo a Bruxelles per capire le dinamiche d’attività complesse che riguardano la rappresentanza dei paesi e il sostegno alle imprese”.
Giuseppe Ferlicca
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