Viterbo – “Ho le idee chiare, farò la mia proposta ai partiti”. Giovanni Arena sembra convinto. O quasi
La conferenza stampa di presentazione della mostra su Tutankhamon al teatro Caffeina è appena finita. Il neo sindaco vorrebbe continuare a parlare d’Egitto, ma l’attualità politica lo riporta coi piedi a palazzo dei Priori.
Alla squadra da comporre, le deleghe da assegnare, le richieste delle varie formazioni. Non ultimo, il nodo da sciogliere sulla presenza di donne.
In caso di otto o nove assessori, devono essere quattro. Ce ne sono tre certe al momento, anche se nelle ultime ore si è fatta strada l’ipotesi che tre potrebbero bastare, purché in posizioni defilate.
“Io dirò la mia – insiste Arena – poi vedremo come va. Ma il mio intendimento è non andare troppo per le lunghe”. Incontri con i suoi ne ha già fatti. “Ci vediamo di continuo, oggi proviamo a tirare le somme”.
Poi, prova a svicolare. Ha poca voglia di parlare, pare infastidito. Pensieri? C’è Filippo Rossi che ha una richiesta e lo distrae: “Io voglio fare il vice sindaco”. Arena è di vena buona. “Farò una proposta in tal senso”. Pare improbabile che possa essere accettata. Ne ha una di riserva: “Un paio di mesi – dice Arena a Rossi – in consiglio comunale restaci”.
Niente da fare. “Ma non ti preoccupare – dice Rossi – c’è Giacomo Barelli”. L’ex assessore è già certo, la giunta ci sarà.
Se non dovesse esserci l’attesa fumata bianca, Arena potrebbe optare per una squadra a sette. Numero che sarebbe foriero di un avvio non proprio felicissimo. Perché prevederebbe due assessori a Forza Italia, tre alla Lega e due a Fratelli d’Italia, più la presidenza del consiglio. Resterebbe fuori Fondazione. Secondo alcune voci, le richieste della civica guidata da Santucci sarebbero eccessive in proporzione al risultato ottenuto. C’è pure la possibilità che possa rimanere, almeno per ora, fuori dalla giunta. Forse è proprio questa la ragione che pesa sull’umore di Arena.
Sul fronte nomi, i papabili sono i soliti. Micci (Lavori pubblici) e Sberna (Cultura e Turismo) per Forza Italia, Ubertini (Urbanistica) e Allegrini (Servizi sociali) per Fratelli d’Italia, con il terzo (molto eventuale in caso di presidenza) esterno, Peruzzi. Per la Lega, Evangelista, Nunzi e il vice sindaco Contardo (Bilancio). E poi, l’ottavo, Barbieri per Fondazione.
Resta il nodo presidente del consiglio. Ma quello lo eleggono i consiglieri. Un problema in meno per Arena. Già ne ha abbastanza.
Giuseppe Ferlicca
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