Grotte di Castro – Riceviamo e pubblichiamo – Un’intera collina attraversata da tombe collegate tra loro da un sistema di fori e cunicoli aperti nelle pareti. È la necropoli di “Centocamere”, suggestiva area archeologica del territorio di Grotte di castro che verrà inaugurata domani, 15 giugno, alle 11.30 in via del Lago 48.
All’inaugurazione di questa importante area archeologica interverranno il sindaco di Grotte di Castro Piero Camilli, la soprintendente Sabap Margherita Eichberg e la funzionaria archeologa Sabap Maria Letizia Arancio.
“La necropoli di Centocamere deve la sua suggestiva denominazione alla presenza di numerose tombe collegate tra di loro da un intricato sistema di fori e di cunicoli – ha detto la direttrice del museo Civita di Grotte di Castro Maria Flavia Marabottini – aperti nelle pareti delle camere funerarie dai clandestini per passare più agevolmente dall’una all’altra struttura funeraria. Tutta la collina di Centocamere risulta, infatti, interessata dalla presenza di strutture funerarie scavate nella roccia tufacea, che appaiono disposte almeno su tre ordini, per un totale di oltre cinquanta tombe con deposizioni plurime”.
Situata di fronte al pianoro di Civita, sul versante occidentale, costituisce, dal punto di vista cronologico, il secondo nucleo della necropoli di Grotte di Castro dopo quello di Vigna la Piazza. Le tombe fino a ora indagate mostrano un arco cronologico compreso nel VII sec. a.C., ponendosi in una fase più antica rispetto alla necropoli di Pianezze, utilizzata per tutto il VI sec. a.C..
Completamente diversa da quest’ultima appare anche l’architettura funeraria. A Centocamere le tombe si sviluppano principalmente lungo un asse perpendicolare all’ingresso, ma è frequente anche la realizzazione di più piccole camere laterali. La tomba più imponente finora riportata alla luce si sviluppa per una lunghezza di sedici metri e comprende cinque camere coassiali e tre camere laterali. Complessivamente vi furono deposti diciannove inumati, sedici in fossa e tre in loculi praticati nelle pareti.
“Le campagne di scavo – spiega Marabottini – hanno inoltre evidenziato, inaspettatamente, un tratto del sentiero antico che gli etruschi percorrevano durante i funerali. Attualmente, come allora, il percorso nel bosco di Centocamere risulta assai impervio. Per superare i punti più ripidi si intagliavano, quindi, nel tufo una serie di gradini. In età medievale alcune tombe etrusche furono riutilizzate per ricavarne ambienti adibiti all’allevamento di volatili: i cosiddetti colombai”.
Simulabo – Sistema museale del Lago di Bolsena
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