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Viterbo - Comune - Maggioranza in frantumi sulla presidenza della quarta commissione (Servizi sociali -Cultura - Istruzione - Sport - Turismo - Spettacolo) - Il senatore Fusco (Lega) su tutte le furie per le accuse al suo gruppo - Bufera per la scelta Dem d'appoggiare il leghista

Caporossi, la Caporetto di centrodestra e Pd

di Giuseppe Ferlicca
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Stefano Caporossi

Stefano Caporossi

Luisa Ciambella e Giulio Marini

Luisa Ciambella e Giulio Marini

Umberto Fusco

Umberto Fusco

Gianmaria Santucci e Sergio Insogna

Gianmaria Santucci e Sergio Insogna

Viterbo – “Chi strappa finisce strappato”. Avvertimento o profezia? Mistero. La frase la pronuncia Gianmaria Santucci (Fondazione) in quarta commissione (Servizi Sociali – Cultura – Istruzione – Sport – Turismo – Spettacolo), dopo che la Lega ufficializza il candidato presidente Stefano Caporossi. Facendo esplodere una Caporetto nel centrodestra.

Il capogruppo Fondazione si rivolge agli alleati leghisti, colpevoli, a suo dire, d’avere avanzato un nome, quando l’intesa era d’arrivare all’incontro senza farne. Magari rinviando la scelta. Ma la capogruppo leghista non ha agito per caso. L’indicazione del partito era precisa. Eseguita a regola d’arte.

“Per la terza e la quarta commissione – dice a fine seduta Ludovica Salcini, capogruppo Lega – in base al regolamento, abbiamo chiesto che le presidenze andassero alla Lega, dal momento che né Forza Italia, né Fratelli d’Italia possono assumerle, avendo assessori nello stesso settore. E comunque, non c’era nessun accordo”. Smentendo la tesi di Santucci. E se non dovesse bastare, da Roma ribadisce il concetto, pure Umberto Fusco.

Il senatore è a palazzo Madama quando apprende del caos in consiglio comunale. “A noi nessuno ci fa paura con le minacce”. Riferimento alle parole di Santucci, classificate come minaccia da Ombretta Perlorca (Lega) in un poco cordiale scambio di battute tra i due. “Non abbiamo nemmeno bisogno d’avere sedie o poltrone – continua Fusco – possiamo benissimo rimanere in piedi”. Riferimento a chi nella coalizione vorrebbe troppo. Assessorati e commissioni. FdI?

La Lega elegge il suo presidente, ma la coalizione vacilla. Sul nulla. La nomina di una figura che è di garanzia.

“Chi in maggioranza – continua Santucci – gioca così, non sa a che gioco sta giocando. Vi fate male. C’è da approvare il bilancio. Chi ve lo vota?”. Sempre un avvertimento o una profezia? Meglio non chiedere a Santucci. È livido di rabbia. La sua espressione meglio di qualsiasi altra descrizione, racconta lo stato di salute del centrodestra. Pessimo.

Ombretta Perlorca (Lega) non ci sta. “Chiedo rispetto – dice a Santucci – le minacce non sono opportune, non so come siete abituati qui”. Il resto se lo dicono a debita distanza da orecchie indiscrete e non sono complimenti. Non un bel modo di cominciare. E sempre a distanza, Umberto Fusco fa sommessamente notare: “Il bilancio che dobbiamo approvare non è della Lega, ma dell’amministrazione comunale”.

Lo scontro sulla presidenza è totale. Fratelli d’Italia, che aveva proposto in contrapposizione a Caporossi, Andrea Micci, lo ritira e non vota. Si arriva alla scelta del vice presidente e la situazione si fa surreale. Non si candida nessuno. Momenti d’imbarazzo, fino a quando dai banchi di Forza Italia, si propone Paola Bugiotti. Per le competenze in materia, spiega. Prendendosi i commenti sarcastici di Paolo Bianchini (FdI). Le auto candidature sono una novità assoluta di un centrodestra allo sbando.

Quando, poi, si arriva alla prima commissione Affari generali, sempre per eleggere presidente e vice, la maggioranza esce alla spicciolata. Facendo saltare la votazione. Desolazione. Oggi torna la seconda commissione per continuare l’esame del bilancio. Ma prima c’è da eleggere il vice presidente. Caporossi, eletto alla quarta, si è dimesso. Come andrà?

E se il centrodestra non brilla, dall’altra parte c’è chi non eccelle. Si fatica a capire, nell’opposizione, quale sia la ragione che ha spinto nel Pd, la segretaria comunale Martina Minchella prima e la capogruppo Luisa Ciambella dopo, a sostenere dichiarandolo, l’elezione di Stefano Caporossi, della Lega. Pur non essendo il voto determinante.

A dire il vero, Ciambella ci ha provato a spiegarlo. Un voto sulla persona e non al partito: “Niente è più distante di me dalla Lega”. Spiega, tra il risentito e il dispiaciuto, perché la sua scelta non è stata compresa e tantomeno apprezzata. “Abbiamo guardato all’importanza di un settore come i Servizi sociali – insiste Ciambella –  pensando solo a chi sarebbe andato a guidarlo, una persona ragionevole con cui è possibile il confronto”.

Non si offenda se le perplessità restano. Nulla di personale. È solo politica. Se oggi si può votare un presidente della Lega, ieri si poteva scegliere un sindaco di Forza Italia. Domani chissà. È la grande famiglia della politica del centrodestrasinistra.

La chiusura della seduta, ieri, è spettata a Ciambella. Interviene per stigmatizzare il mesto spettacolo proposto dal centrodestra. “Non è proprio un bell’inizio – dice Ciambella – non avete brillato nel consiglio comunale d’insediamento e oggi un’altra prova sconfortante”. Sarà il caldo.

Giuseppe Ferlicca


IV°COMMISSIONE
Servizi Sanitari – Sociali e Culturali – Pubblica Istruzione – Sport, Turismo e Spettacolo
Presidente:  Stefano Caporossi
V. Presidente:
Componenti: Per la Maggioranza: Achilli Matteo, Bugiotti Paola, Perlorca Ombretta, Caporossi Stefano, Insogna Sergio, Micci Andrea, Galati Vittorio
Per la Minoranza: Antoniozzi Alfonso, Minchella Martina, Delle Monache Lina, Barelli Giacomo.


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27 luglio, 2018

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