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Viterbo - E' questa la proposta dell'assessore comunale Marco De Carolis - Questa mattina gli "stati generali" alla presenza di Lorenza Bonaccorsi - Centrosinistra assente

Santa Rosa, rivalutazione delle piazze, teatro Unione per rilanciare il turismo

di Daniele Camilli

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Viterbo - Gli stati generali del turismo

Viterbo – Gli stati generali del turismo

Viterbo - Marco De Carolis

Viterbo – Marco De Carolis

Viterbo - Lorenza Bonaccorsi

Viterbo – Lorenza Bonaccorsi

Viterbo - Benedetta Lomone

Viterbo – Benedetta Lomone

Viterbo - Giuseppe Crea

Viterbo – Giuseppe Crea

Viterbo - Gli stati generali del turismo

Viterbo – Gli stati generali del turismo

Viterbo - Mauro Rotelli

Viterbo – Mauro Rotelli

Viterbo - Laura Belli

Viterbo – Laura Belli

Viterbo – Viterbo, turismo anno zero. Comune, Camera di Commercio e Promotuscia partono da qui. Da un territorio che va ripensato. Da cima a fondo. Come se le precedenti amministrazioni, Regione inclusa, avessero lasciato solo macerie. Contestato anche il Tuscia brand che in questi ultimi anni avrebbe dovuto fare furore.

Nella città dei Papi l’amministrazione è cambiata, pure l’aria che tira. Le differenze politiche si vedono. E si sentono. Per la prima volta da cinque anni in qua.

Punto di partenza, “gli stati generali del turismo in città”, convocati questa mattina nella sala conferenze in via Fratelli Rosselli. “Destinazione Viterbo”. “Turismo, cultura, futuro”. Hashtag, hashtag, hashtag. Alla presenza di un assessore regionale, Lorenza Bonaccorsi, e di un deputato della Repubblica, Mauro Rotelli. Assente il centrosinistra. A gauche dell’Urcionio stamattina nemmeno l’ombra. Compresi i suoi rappresentanti alla Pisana.

Grand commis, l’assessore a turismo e cultura di palazzo dei Priori, Marco De Carolis. Accanto a lui, il segretario della Camera di commercio Francesco Monzillo. In sala organizzazioni professionali e di categoria, operatori turistici, economici, Filippo Rossi di Caffeina e Antonella Sberna delle politiche sociali.

L’occasione giusta per lanciare un piano in sette punti, anzi otto. Dentro pure Santa Rosa. “Cultura, turismo e comunicazione sono i tre assi su cui ripensare lo sviluppo turistico – ha esordito De Carolis – . Dobbiamo ritrovare la nostra identità e definire i confini di una comunità investendo in cultura e innovazione”.

Un “nuovo modello” che l’assessore comunale al turismo declina in sette punti. In una città che l’anno scorso ha visto 120 mila turisti e incassato 400 mila euro dalla tassa di soggiorno, provenienti soprattutto da due stabilimenti termali, Salus e dei Papi.

Punto numero uno. “Parteciperemo – ha detto De Carolis – al nuovo bando regionale per città della cultura”. Appuntamento bucato per ben due volte negli anni precedenti”. Al punto due sta invece il museo civico. “Deve diventare un perno culturale della città”. Oggi un perfetto sconosciuto. Si sa solo che risiede a piazza Crispi. Accanto a Santa Maria della Verità, dove Cesare Brandi s’è inventato la teoria moderna del restauro. Ma pochi lo sanno.

Punto tre. “Le piazze devono diventare un luogo d’incontro e di scambio”. Non un parcheggio selvaggio. Al quarto posto il teatro, quello dell’Unione. Per l’assessore “deve tornare in piena operatività”. “Le competenze dell’università della Tuscia vanno poi messe al servizio della città. Necessario pertanto un accordo con l’Ateneo”. E siamo al quinto dei sette passaggi. Il sesto dice “rilancio della film commission per dare visibilità alla città”. Dulcis in fundo le terme. “Asset strategico cittadino”. Questo il futuro. Cui si aggiunge l’ultimo punto, quello fuori sacco. Santa Rosa. “Bisogna far uscire la festa dalla logica emergenziale che l’ha finora caratterizzata. Va organizzata per tempo”.

Infine, per De Carolis, va “rivista pure la tassa di soggiorno. Ci stiamo ragionando”.

Una road map che traccia il sentiero in una città che nessuno sembra conoscere ancora bene. “Viterbo? Carina. Ma è in provincia di Roma? I turisti, quando ci parlo, mi rispondono spesso così”, ha sottolineato Benedetta Lomone di Experience Viterbo”. Eppure “siamo sempre a Viterbo. A Ponza, in questi giorni, ci hanno persino rimproverato”, risponderà subito la Bonaccorsi appena prenderà la parola. 

Sotto accusa anche il marchio Tuscia. Il primo a lanciare il sasso è il direttore di Federlazio Giuseppe Crea. “Tuscia è un brand in cui credo poco”. Per aggiungere di seguito, “speriamo che questa volta Viterbo non finisca nel calderone della comunicazione generale della Regione”. “Va data più centralità alla città rispetto al resto della provincia”, hanno rimarcato altri. “Tuscia è anche una parola che gli inglesi non riescono a dire”, ha rilanciato Laura Belli dei Giardini di Ararat. 

Tocca alla Bonaccorsi. L’assessore regionale al turismo. Due le stoccate all’inizio del discorso. “L’altro giorno stavo a Ponza. Quando mi sono alzata mi hanno detto: ‘che se ne va’. Sì, mi aspettano a Viterbo, ho risposto. ‘Certo – hanno ribattuto i miei interlocutori – state sempre a Viterbo!”. La seconda. “Grazie al lavoro fatto in questi 5 anni dalla giunta Zingaretti stiamo andando nella direzione giusta”. Da anche un suggerimento a De Carolis sulla tassa di soggiorno. “Non è di nostra competenza, ma se posso, andrebbe adeguata alle nuove esigenze del turismo”Dobbiamo costruire un turismo sostenibile – ha ripreso l’assessore – in grado di creare ricchezza e lavoro direttamente sul territorio. Va quindi rivista la legge regionale sul turismo, tenendo in considerazione le differenze territoriali”. L’obiettivo è creare un “brand Lazio”, senza tuttavia prescindere da Roma “che resta una porta d’ingresso incredibile”.

Insomma, Roma caput Lazio. Non è possibile prescindere. Troppo importante. Ciononostante, “va fatto capire ai turisti che nel Lazio c’è tutto”. Il binomio “cultura-turismo” è il vestito da indossare. Agli occhi del mondo. Ma per “raccontare il territorio al meglio – ha concluso Bonaccorsi – bisogna fare squadra. Essere partecipi del grande lavoro normativo che porteremo avanti alla Pisana”. Chiaro il messaggio. Non mettetevi di traverso. Sarebbe difficile per entrambe, le amministrazioni. Soprattutto per Viterbo.

La parola passa infine a Rotelli, deputato di Fratelli d’Italia. “Istituiremo a breve un nuovo ministero, quello del turismo, separandolo dai beni culturali”. Plana poi sulla città. “Qui il turismo va ripensato, concentrandosi anche sugli interventi più scontati. Ad esempio un corso di lingua inglese per la polizia locale e taxi h24 con la possibilità di pagare sempre con la carta di credito”.

Pure Rotelli non perde l’occasione. Lo fa in chiusura, rivolgendosi all’assessore regionale. “Il territorio non va solo conosciuto. Va pure raggiunto. E le infrastrutture finora non sono un granché”. Come dire, i turisti a Viterbo devono anche poterci arrivare. Magari non a piedi, che ad oggi si fa prima. “Magari – ha concluso Rotelli – pensando a una fermata del Freccia Rossa o di Italo alla stazione di Orte”.

Daniele Camilli 

 


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27 luglio, 2018

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