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Le botteghe storiche di Viterbo - Francesco Lingerie, l’eccellenza per i dettagli dal 1949

“Vado da Francesco a comprare i bottoni…”

di Valeria Conticiani
Francesco Ceccarelli - proprietario bottonificio piazza delle erbe

Francesco Ceccarelli – Proprietario bottonificio piazza delle Erbe

Ingresso negozio Francesco Lingerie

Ingresso negozio Francesco Lingerie

Francesco Ceccarelli con moglie e figlia

Francesco Ceccarelli con moglie e figlia

Francesco Ceccarelli - proprietario antico bottonificio

Francesco Ceccarelli – Proprietario antico bottonificio

Viterbo – Migliaia di colori. Migliaia di forme. Grandi. Piccoli. Di stoffa. D’osso. Di plastica. Di madre perla. I bottoni, frutto di una creatività infinita, hanno segnato l’attività di uno dei commercianti più conosciuti a Viterbo. Sempre elegante e gentilissimo, Francesco Ceccarelli, dal dicembre 1949 lavora ogni giorno nel suo negozio al civico 18 di piazza delle Erbe. Tutti lo conoscono, semplicemente come “Francesco”.

“Vado da Francesco a comprare i bottoni”, dicono le signore parlando con le amiche. E una volta entrate nel suo negozio, vengono servite dalle mani di Francesco che si muovono tra le scatole dei bottoni come quelle di un pianista.

Nata come negozio di bottoni e merceria, l’attività commerciale si è trasformata anche nella vendita di lingerie e costumi da bagno. Un luogo dove il tempo sembra si sia fermato. Entrando si avverte subito il profumo e il sapore di qualcosa di favoloso. Una intera parete di coloratissimi bottoni, di tutti i tipi, assale lo sguardo e la memoria. Un muro che viene voglia di toccare centimetro per centimetro. Sensazioni che, per chi abbia avuto almeno una sarta in famiglia o tra le proprie conoscenze, rievoca in un istante piacevoli ricordi. Di un mondo fatto di eleganza e bellezza. Di una antica e semplice eleganza rara da trovare ancora. Portando in un colpo solo a una riflessione su come sia cambiata la società e le abitudini. Il proprietario, un viterbese ottantaquattrenne attualmente ancora in esercizio ogni giorno, con occhi brillanti racconta e spiega la sua storia, dagli anni ‘50 fino ad oggi.

Signor Francesco, come è nata la sua avventura?
“Nel ’39, durante la guerra, mio padre Ermenegildo Ceccarelli, aveva aperto una merceria all’ingrosso qui a Viterbo – spiega il titolare del negozio -. In via fontanella del suffragio, a pochi metri da qui. Quando io avevo 14 anni, finite le scuole medie, il marito di mia sorella, che per me è stato come un secondo padre, mi invitò seriamente a riflettere e prendere in considerazione di usare la licenza di mio padre, un bene prezioso da non mandare sprecato, per dare seguito alla sua attività e imparare un mestiere. Mi spinse, insomma, a darmi da fare subito e imparare a lavorare rendendomi autonomo fin da giovane. Così, seguendo il suo consiglio, decisi di aprire la merceria e bottonificio. Che nel ’77 ampliai estendendo la superficie del negozio fino al locale adiacente che c’è tuttora. E dove poi nel ’91 mi affiancò mia figlia Fiorella per la vendita, oltre che dei filati, anche di lingerie e costumi da bagno tuttora attiva”.

Dunque non ha lavorato sempre da solo?
“All’inizio ho fatto tutto da solo – racconta orgoglioso Francesco – lavorando senza l’aiuto di nessuno. Poi quando conobbi la mia attuale moglie, Liliana, negli anni ’60, lei divenne il mio braccio destro. E lo è ancora. Poi negli anni ’70, quando ho deciso di ingrandire la superficie del negozio, ho assunto anche del personale. Ho avuto fino a cinque dipendenti. Cosa che adesso non sarebbe minimamente immaginabile. Sia per i costi sia per il decremento e cambiamento dell’attività. Dal ’91 mia figlia Fiorella lavora qui con noi per seguire la parte relativa all’intimo e alla linea mare con bikini e costumi da bagno per uomo e donna”.

Come era prima questo lavoro?
“Era un lavoro incredibile, da mattina fino a sera, faticoso ma molto bello – racconta il signor Ceccarelli con occhi luccicanti -. C’era l’amore di servire le persone prima, non come adesso che è tutto al peso. Le nostre giornate erano pienissime e il giovedì, che era il giorno di chiusura settimanale, andavo a Roma a scegliere e comperare la merce per fare rifornimento. Ispirandomi sempre al meglio, a quanto di più attuale si potesse avere e a elementi di grande modernità per quei tempi. Cosa che ci ha molto distinti qui in zona. Portandoci clienti da tutta la provincia, perché qui si poteva trovare di tutto. Passamaneria, filati, cotoni, lane, bottoni, pizzi, merletti, nastri e ogni sorta di rifiniture per alta sartoria”.



Che tipo di clienti avete avuto?
“Abbiamo servito tantissima gente. Principalmente sarte e stilisti. Prima la sartoria era molto in voga. Per moltissimi anni. E le madri mandavano le figlie piccole, già dai 10-12 anni, a fare le apprendiste sarte. Si passavano le ore qui dentro a scegliere i bottoni e le rifiniture giuste con pezze e campioni di stoffe tra le mani. Le sarte e le giovani apprendiste venivano da noi per essere consigliate, supportate. Perché ormai avevamo una esperienza nota in materia e una certa credibilità e preparazione. Oltre a vendere elementi decorativi e dettagli di alta qualità. Le migliori sartorie si rivolgevano a noi. Abbiamo avuto tra i clienti anche parecchi sarti molto conosciuti in zona. Per anni abbiamo servito i Fratelli Casanova che erano qui in via Cavour. Poi Ficari di Montefiascone. E anche Massari o Sciortino, altri noti sarti di Viterbo. E, in tempi più recenti, siamo stati fornitori di bottoni, anche per la realizzazione delle prestigiose collezioni di borse della stilista Benedetta Bruzziches, originaria di Caprarola e assai nota ormai nel mondo della moda, sia in Italia che all’estero”.

Un suo ricordo particolarmente piacevole?
“Beh, una cosa che ora non farebbe scalpore ma che all’epoca ci fece distinguere e sembrare anche all’avanguardia, per esempio – spiega Francesco Ceccarelli – era che per Natale avevamo preparato delle piccole confezioni omaggio. Dei sacchettini molto graziosi con dentro caramelle e cioccolatini. Proprio perché gran parte delle nostre clienti erano delle bambine. Avranno avuto tutte all’incirca una dozzina d’anni e, lavorando come apprendiste, venivano mandate a comperare di tutto per le sartorie in cui imparavano il mestiere. Ci piaceva molto avere questo tipo di pensieri e omaggiare le nostre clienti più affezionate. Una piccola attenzione che ci ha reso speciali”. Poi, ha aggiunto la signora Liliana, sua moglie,
“Un’altra cosa che ricordiamo con particolare soddisfazione è stato un premio ricevuto a Milano, durante la settimana della moda, nel 2006, come migliore negozio d’Italia. Non lo potrò mai dimenticare”.

Dopo 70 anni, come è adesso lavorare qui?
“Questa attività di famiglia è arrivata ormai, grazie alla presenza e al supporto di mia figlia Fiorella – sottolinea il signor Francesco -, alla terza generazione. Io continuo a venire qui. Tutte le mattine. Alle 7,30 sono già qui fuori. Aspetto al bar che arrivi il momento di aprire il negozio. Per me è tutto. E’ la mia vita. E le persone che ancora vengono a servirsi da noi aspettano di trovarmi qui. Non so cosa farei a casa, non mi ci vedo proprio in poltrona. Per carità! E’anche un pò faticoso sì. Ma a me non pesa stare ancora al negozio. Mi piace ancora molto. Anche se sono consapevole che il commercio al dettaglio stia scomparendo, finché posso voglio dare il mio contributo. Con la stessa passione e dedizione di sempre”.

Valeria Conticiani

9 luglio, 2018

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