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Mammagialla - Paola Celletti (Lavoro e beni comuni) sul detenuto che si è ucciso a un mese dalla scarcerazione

“Oltre all’amarezza restano molte domande…”

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Paola Celletti

Paola Celletti

Hasan Sharaf

Hasan Sharaf

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – 21 anni, ci lascia con troppe domande. 

La notizia è filtrata sui giornali solo quando Hassan, dopo una settimana di agonia all’ospedale Belcolle, si è spento. 

Dalla dichiarazione del garante emerge che a marzo scorso il ragazzo avrebbe riferito di essere stato picchiato da agenti della polizia – si suppone quella penitenziaria – che avrebbero provocato lesioni in tutto il corpo, una in particolare al timpano dell’orecchio sinistro. E avrebbe chiesto aiuto, dicendo di aver paura di morire. 

Ora, a distanza di un solo mese dalla data prevista per l’uscita dal carcere, si apprende la notizia della sua impiccagione in una cella di isolamento. 

Oltre all’amarezza per la morte di un ragazzo di soli 21 anni, restano anche molte domande. 

Perché la notizia esce pubblicamente solo dopo la sua morte, avvenuta peraltro dopo una settimana di ricovero presso l’ospedale cittadino ? 

Dal racconto del garante, emerge che Hassan avrebbe mostrato alla delegazione del suo ufficio i segni inferti sul suo corpo e i tagli sul petto. Anche altri detenuti avrebbero lamentato di essere stati vittime di abusi, specialmente nella sezione di isolamento. 

Ci chiediamo: è mai stata aperta un’inchiesta? 

L’intenzione non è quella di attribuire responsabilità: semplicemente riteniamo che episodi di tale gravità non debbano lasciare interrogativi aperti. Non sarebbe corretto nei confronti di chi lavora onestamente nella struttura, nei confronti dei detenuti e ancor meno nei confronti di una comunità che si ritiene civile. 

Per questo riteniamo doveroso e urgente un chiarimento pubblico sulla vicenda, attraverso l’apertura di un’inchiesta. 

Anzi, sarebbe grave se non fosse stata già avviata e ancor più grave se oggi, con la morte del ragazzo, si chiudesse definitivamente il capitolo. Uno dei tanti. 

Paola Celletti
Lavoro e beni comuni


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2 agosto, 2018

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